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Quattro individui sono stati denunciati a San Candido per aver perpetrato una truffa ai danni di un residente, fingendosi carabinieri e inducendo la vittima a bonificare oltre 20.000 euro.

Raggiro con la tecnica del finto carabiniere

I Carabinieri di San Candido hanno denunciato quattro persone. Sono accusati di truffa in concorso. Il raggiro è stato ai danni di un residente locale. La tecnica utilizzata è nota come «truffa del finto carabiniere». Si basa sull'usurpazione di identità di un membro delle forze dell'ordine. Viene creata una situazione di emergenza fittizia.

La vittima ha ricevuto una telefonata. A chiamare era una persona che si spacciava per un appartenente all'Arma dei Carabinieri. L'interlocutore ha segnalato un presunto problema sul conto corrente dell'uomo. Con la scusa di dover risolvere urgentemente la situazione, i malviventi hanno convinto la vittima. L'hanno indotta a effettuare diversi bonifici bancari.

Oltre 20mila euro persi dalla vittima

La vittima, caduta nel tranello, ha trasferito somme di denaro. Il totale dei bonifici effettuati ha superato la cifra di 20 mila euro. La somma è stata persa a causa del raggiro. L'episodio ha causato un grave danno economico al residente di San Candido.

Dopo aver compreso di essere stato truffato, l'uomo ha sporto denuncia. I Carabinieri della stazione locale hanno immediatamente avviato le indagini. Hanno ricostruito meticolosamente i movimenti finanziari. Sono stati analizzati anche i contatti telefonici utilizzati per attuare la truffa.

Individuati i presunti autori del raggiro

Gli accertamenti svolti dai militari hanno permesso di risalire ai presunti autori del reato. Sono state individuate quattro persone. Queste sono state deferite all'autorità giudiziaria. Sono state denunciate in stato di libertà. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

La truffa del finto carabiniere è un raggiro purtroppo ancora diffuso. Spesso i truffatori sfruttano la fiducia dei cittadini nelle forze dell'ordine. Creano scenari di panico per indurre le vittime a consegnare denaro o beni. Le autorità invitano alla massima prudenza. Si raccomanda di non fornire mai dati sensibili o effettuare pagamenti su richiesta telefonica sospetta. Verificare sempre l'identità di chi contatta.