Condividi
AD: article-top (horizontal)

Due giovani sono stati rinviati a giudizio per un omicidio avvenuto a San Bonifacio nel 2024. La vittima morì dopo nove giorni di agonia a seguito di una violenta rissa tra gruppi rivali.

Rissa mortale a San Bonifacio: il processo

Una violenta lite tra bande rivali ha portato a un tragico epilogo. L'episodio, avvenuto a San Bonifacio, ha causato la morte di un uomo di 33 anni. L'uomo, di nazionalità indiana, è deceduto dopo nove giorni di agonia. La vittima era stata colpita alla testa durante lo scontro.

La giustizia ha fatto il suo corso. Due giovani, anch'essi di nazionalità indiana, sono stati rinviati a giudizio. I due imputati si trovano attualmente in carcere. La loro udienza preliminare si è conclusa con la decisione del giudice. La data del processo è stata fissata per il 13 luglio.

Due imputati latitanti, ricerca disposta

La vicenda giudiziaria presenta ulteriori complessità. Altri due imputati, coinvolti nella medesima rissa, risultano latitanti. Il giudice ha disposto nuove ricerche per rintracciarli. La loro assenza rende più difficile la definizione del processo.

La riforma Cartabia prevede procedure specifiche per questi casi. L'udienza è stata aggiornata all'11 giugno. Questo per consentire le ricerche dei latitanti. Le difese dei due imputati presenti potrebbero insistere per un non luogo a procedere. Tuttavia, se non verranno trovati, andranno comunque a processo.

La scena surreale della rissa

I fatti risalgono al 3 novembre 2024. Il piazzale di un centro commerciale a Villabella, frazione di San Bonifacio, si trasformò in un campo di battaglia. Testimoni oculari descrissero la scena come «surreale». Clienti del centro commerciale udirono spari, scambiati inizialmente per petardi.

Ben presto si resero conto della gravità della situazione. Circa trenta persone si stavano affrontando. Utilizzavano coltelli, armi e persino una katana. Le forze dell'ordine ritrovarono quest'ultima sul luogo dello scontro. Le famiglie presenti cercavano di mettersi in salvo, mentre la violenza continuava.

Le conseguenze della violenza

La paura che la rissa potesse estendersi all'interno dei negozi portò all'abbassamento delle saracinesche. Sul piazzale, una persona rimase immobile a terra. Fu caricata su un'auto privata. Altri due feriti furono trasportati d'urgenza in ospedale.

La vittima principale, il 33enne, fu investita da un'auto guidata da un membro della fazione opposta. Subì poi un brutale pestaggio. Fu colpito alla testa con spranghe e bastoni. Ricoverato in condizioni critiche all'ospedale di Borgo Trento, morì il 12 novembre.

Un altro giovane, ferito alla mandibola, fu dimesso la stessa notte. Un terzo, colpito da arma da fuoco alla spalla, rimase ricoverato al Confortini prima di essere dimesso. Le indagini successive portarono all'emissione di misure cautelari per sei persone. Queste risiedevano in diverse province, tra cui Cremona, Vicenza, Rimini, Parma, Brescia e Lodi.

Le indagini dei carabinieri rivelarono che il luogo dello scontro fu scelto casualmente. Rappresentava un punto d'incontro tra tre regioni: Veneto, Lombardia ed Emilia. La violenza esplose senza preavviso, lasciando una vittima e due imputati in attesa di giudizio.

AD: article-bottom (horizontal)