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Una madre di Locara chiede la restituzione di un prezioso ciondolo rubato, contenente il volto del figlio Mattia, deceduto nel 2004. L'appello è un grido di dolore e speranza contro il furto subito.

Furto in abitazione a Locara

Un furto ha sconvolto la tranquillità di Locara. Ignoti sono entrati in un'abitazione, mettendo a soqquadro la camera da letto. Il bottino, oltre a oggetti di valore, includeva un ciondolo dal profondo significato affettivo.

La proprietaria, Lorenza Spezie, ha lanciato un appello accorato. Chiede la restituzione di un medaglione speciale. Questo gioiello custodisce il volto di suo figlio Mattia. Il giovane è scomparso nel 2004 a seguito di un incidente stradale.

Un ciondolo dal valore inestimabile

Dal 2008, questo ciondolo era diventato per Lorenza «la medaglia del cuore». Era stato creato riproducendo il volto del figlio scomparso quattro anni prima. La donna lo indossava quasi ogni giorno, sentendo così la sua vicinanza.

Il furto è avvenuto venerdì mattina. Lorenza si era allontanata per poche ore. Stava portando il nipotino al centro commerciale. Al suo rientro, ha trovato la finestra della cucina forzata. La camera da letto era stata completamente devastata.

«Che ve ne fate del ciondolo con il volto di mio figlio?» ha implorato la madre. «Tenetevi tutto quello che avete rubato, collana compresa, ma riportatemi il volto di Mattia». La sua speranza è che qualcuno possa ritrovare il ciondolo.

L'appello della madre disperata

Lorenza sa che per i ladri un gioiello è solo metallo da fondere. Nonostante ciò, non perde la speranza. «Non si sa mai», ha detto. «Magari se ne disfano e qualcuno lo vede in giro». Spera in un gesto di compassione.

«Stamattina, andando a trovare Mattia al cimitero, gli ho chiesto di aiutarmi a ritrovarlo», ha confessato. Il furto l'ha profondamente turbata. Si è consumato nell'ora in cui era uscita di casa, un'uscita non prevista. Normalmente, infatti, era presente in casa nel pomeriggio.

«Sono uscita alle 10:40 e un'ora dopo sono rientrata», ha spiegato. Ha trovato la finestra blindata della cucina «sfasciata». La camera da letto era un disastro totale. Tutto era stato rovesciato dagli armadi e dai cassetti.

Il valore affettivo e materiale

Il ciondolo, realizzato con una riproduzione della foto che Lorenza porta sempre con sé, era accompagnato da una catenina con il nome di Mattia inciso. Erano gli unici due oggetti che indossava regolarmente. Il valore totale della refurtiva, tra oggetti rubati e danni alla finestra, è stimato in circa 2.500 euro. Sono stati rubati anche 100 euro in contanti, destinati a un pagamento postale, e una boccetta di profumo.

Oltre al danno materiale, Lorenza prova un profondo disagio per la violazione della sua intimità. La perdita degli effetti personali e il senso di insicurezza sono palpabili. Ma ciò che prevale è il dispiacere per il ciondolo.

La volontà di Mattia e la donazione degli organi

Mattia Gottardo è scomparso il 13 agosto 2004 a soli 17 anni. Era un ragazzo pieno di vita e progetti. Pochi giorni prima dell'incidente in Valfonda, a San Bonifacio, aveva espresso il desiderio di donare gli organi. Una decisione che la madre ha rispettato.

«Fu una decisione difficilissima da prendere quando, qualche giorno dopo l'incidente, i medici ci dissero che non c'era più niente da fare», ha raccontato la madre. «Ma demmo seguito alla sua volontà». La consapevolezza che Mattia avesse restituito la vita a tante persone è stata una grande consolazione.

Questo è il secondo grave torto subito da Lorenza da quando suo figlio non c'è più. Anni fa, le era stata rubata la borsa al cimitero. Al suo interno c'era il telefono di Mattia, con ancora la sua voce registrata. Una perdita terribile.

«So che il ciondolo potrò anche rifarlo, ma non sarà la stessa cosa», ha concluso. «Io non abbandono le speranze. Voglio ancora crederci che quel ciondolo torni al suo posto, che Mattia torni sul mio cuore».