Una madre di Locara chiede la restituzione di un prezioso ciondolo rubato, raffigurante il volto del figlio scomparso anni fa. L'appello è rivolto direttamente ai malviventi, con la speranza di un gesto di umanità.
Furto in abitazione a Locara
Un furto ha sconvolto la tranquillità di Lorenza Spezie, residente a Locara. Ignoti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, mettendo a soqquadro la camera da letto. Il bottino, oltre a oggetti di valore, includeva un ciondolo di inestimabile valore affettivo.
La donna ha lanciato un accorato appello ai responsabili del furto. Chiede loro di restituire un medaglione speciale. Questo oggetto porta inciso il volto di suo figlio Mattia. Il giovane è deceduto nel 2004 a seguito di un incidente stradale.
Il valore del ciondolo
Il ciondolo era stato creato da Lorenza Spezie nel 2008. Riproduceva una foto del figlio, accompagnata da una catenina con il suo nome. Per la madre, era diventata «la medaglia del cuore». Lo indossava nei fine settimana per sentirsi vicina al suo primogenito.
Il furto è avvenuto venerdì mattina. La donna era uscita per accompagnare il nipote al centro commerciale. Al suo rientro, ha trovato la finestra della cucina forzata. La camera da letto era stata completamente devastata. La scatola dei gioielli, contenente il ciondolo, era sparita.
Appello ai ladri
Lorenza Spezie sa che per i ladri il ciondolo è solo metallo prezioso da fondere. Nonostante ciò, spera in un gesto di compassione. «Che ve ne fate del ciondolo con il volto di mio figlio?», si chiede. «Tenetevi tutto quello che avete rubato, collana compresa, ma riportatemi il volto di Mattia». La donna confida che qualcuno possa ritrovare l'oggetto e restituirlo.
Ha visitato la tomba del figlio al cimitero, chiedendogli aiuto per ritrovare il suo ricordo. Il danno economico ammonta a circa duemilacinquecento euro. Questo include il valore della refurtiva e il costo della finestra danneggiata. Sono stati rubati anche cento euro destinati a un pagamento postale e una boccetta di profumo.
Il ricordo di Mattia
Mattia Gottardo aveva solo 17 anni quando è scomparso il 13 agosto 2004. Era un ragazzo pieno di vita e progetti. Poco prima dell'incidente, aveva espresso il desiderio di donare gli organi. La famiglia ha rispettato la sua volontà, trovando conforto nel sapere che Mattia aveva dato una speranza di vita ad altre persone.
Questo furto rappresenta un secondo grave torto subito dalla madre. Anni fa, le era stata rubata la borsa al cimitero. Al suo interno c'era il telefono di Mattia, con ancora registrata la sua voce. Un'altra perdita devastante.
La speranza della madre
Sebbene sia possibile rifare il ciondolo, per Lorenza Spezie non sarà mai lo stesso. La speranza di riaverlo è ancora viva. «Voglio ancora crederci che quel ciondolo torni al suo posto, che Mattia torni sul mio cuore», conclude con commozione. La violazione della sua intimità e la perdita di oggetti significativi le causano profondo disagio e insicurezza.
Donazione degli organi
La decisione di donare gli organi di Mattia fu sofferta. I medici avevano confermato che non c'era più nulla da fare. La famiglia scelse di onorare il suo desiderio. Questo atto di generosità ha rappresentato una grande consolazione. La madre spera che questo gesto possa ispirare anche chi l'ha derubata a restituire il ciondolo.