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Una madre di Locara lancia un accorato appello dopo un furto in casa. I ladri hanno rubato diversi oggetti, ma ciò che più le manca è un ciondolo con la foto del figlio Mattia, scomparso nel 2004. La donna chiede la restituzione di questo prezioso ricordo.

Furto in abitazione a Locara

Un furto ha sconvolto la tranquillità di una famiglia a Locara. Ignoti si sono introdotti in un'abitazione, mettendo a soqquadro la camera da letto. Il bottino è stato consistente, ma per la proprietaria la perdita più dolorosa riguarda un oggetto di valore affettivo inestimabile.

La signora Lorenza Spezie, residente nella frazione, ha visto la sua casa violata. I malviventi hanno agito indisturbati mentre lei era fuori casa. La porta d'ingresso, pur essendo blindata, è stata forzata. L'abitazione è stata completamente messa a soqquadro.

L'appello per il ciondolo di Mattia

Tra gli oggetti rubati, spicca un ciondolo speciale. Questo gioiello porta incisa la foto del figlio della signora Spezie, Mattia. Il giovane è scomparso nel 2004, all'età di 17 anni, a seguito di un tragico incidente stradale. Da allora, il ciondolo era diventato un simbolo del suo ricordo.

La madre, con il cuore spezzato, si rivolge direttamente ai ladri. «Tenetevi tutto quello che avete rubato, ma riportatemi il volto di Mattia», implora. La speranza è che i malviventi possano provare un minimo di compassione.

«Non si sa mai», afferma la signora Spezie, «magari se ne disfano e qualcuno lo vede in giro». La donna confida nella possibilità che il ciondolo possa essere ritrovato, magari abbandonato da qualche parte. Ha persino chiesto aiuto al figlio al cimitero per ritrovarlo.

Il furto e la perdita

Il furto è avvenuto in mattinata, mentre la signora Spezie era fuori per accompagnare il nipote al centro commerciale. Al suo rientro, ha trovato la casa devastata. La finestra della cucina, nonostante fosse blindata, era stata sfondata. La camera da letto era in condizioni disastrose, con mobili e cassetti svuotati.

La signora Spezie indossava il ciondolo solo nei giorni di festa, per preservarlo. Lo aveva fatto realizzare nel 2008, riproducendo una foto del figlio che portava sempre con sé. La catenina era personalizzata con il nome di Mattia. «Sono le uniche due cose che usavo, adesso non ho più niente», lamenta.

Il valore della refurtiva ammonta a circa 2.500 euro. Oltre al ciondolo, sono stati rubati 100 euro in contanti, destinati a un pagamento postale, e una boccetta di profumo. Ma il danno materiale è nulla in confronto al dolore per la perdita del ricordo del figlio.

Il ricordo di Mattia e la donazione degli organi

La signora Spezie ricorda Mattia come un ragazzo pieno di vita e progetti. Pochi giorni prima dell'incidente, aveva espresso il desiderio di donare gli organi. Una decisione difficile per la famiglia, ma che ha portato conforto.

«È stata una grande consolazione sapere che Mattia aveva restituito la vita a tante persone», dice la madre. Ora spera che questo gesto possa ispirare chi l'ha derubata a restituire il ciondolo.

Questo non è il primo furto subito dalla signora Spezie dopo la perdita del figlio. Anni fa, le era stata rubata la borsa al cimitero, contenente il telefono con ancora la voce di Mattia. «È stata un'altra perdita terribile», ricorda. Nonostante la possibilità di rifare il ciondolo, sa che non sarà mai lo stesso. «Non abbandono le speranze», conclude, «voglio ancora crederci che quel ciondolo torni al suo posto, che Mattia torni sul mio cuore».