Annuncio di remissione del tumore
Don Emilio Centomo, parroco di San Bonifacio, ha condiviso una notizia straordinaria con la sua comunità durante la messa serale. Dopo anni di lotta contro un carcinoma renale di quarto grado, il sacerdote ha annunciato che le ultime analisi non mostrano più alcuna traccia della malattia.
Le parole pronunciate dal pulpito hanno risuonato con emozione tra i fedeli presenti: «Non c’è traccia di malattia». Questo annuncio arriva dopo un percorso segnato da prognosi difficili, dove la guarigione completa non era inizialmente prevista.
Un percorso di fede e resilienza
Don Emilio, 66 anni, ha descritto il suo percorso come un profondo grido verso il Signore, citando il salmo per esprimere la sua lotta interiore. Ha sottolineato come il sostegno e le preghiere della sua comunità siano stati fondamentali, trasformando l'annuncio in un momento di gratitudine condivisa e speranza per chi affronta sofferenze.
Il sacerdote ha spiegato di non poter ancora parlare di «vittoria» o «guarigione» definitiva, consapevole della gravità della sua diagnosi iniziale. Tuttavia, ha confessato di sentire una crescente serenità, frutto di un cammino spirituale intrapreso con determinazione.
La pastorale dalla malattia
La notizia della remissione si è diffusa rapidamente, generando sorpresa e commozione. Don Emilio ha espresso il desiderio che la sua esperienza possa essere fonte di speranza per altri. Ha raccontato come, di fronte alla malattia, abbia scelto di non lasciarsi schiacciare, ma di annunciare il Vangelo con rinnovato vigore.
Anche durante i periodi più difficili, il suo stato su WhatsApp è diventato un canale di pastorale quotidiana, con immagini e riflessioni tratte dalle letture del giorno. Questo gesto ha permesso a centinaia di persone di iniziare la giornata con un messaggio di fede e vicinanza.
Dalla rabbia all'amore per la vita
Il parroco ha riflettuto su come il tumore lo abbia costretto a fermarsi, portandolo a comprendere il valore della vita in ogni sua sfaccettatura, anche quella legata alla malattia. Il passaggio dalla rabbia all'amore totalizzante per la vita è stato il risultato di un percorso interiore profondo.
La sua battaglia è stata segnata da eventi critici, tra cui un infarto e un'emorragia che ha rivelato la presenza del tumore. Dopo la nefrectomia e l'immunoterapia, ha trascorso cinque mesi in semi-isolamento, un periodo che ricorda come il più duro, segnato da solitudine e sofferenza fisica.
Nonostante le difficoltà, don Emilio si definisce oggi un uomo fragile ma pieno di desiderio di fare molte cose. L'esperienza lo ha portato a valorizzare l'essenziale: le persone, specialmente le più fragili, i sentimenti, l'empatia e la Bibbia come fonte di storie e di vita.