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L'Unione Europea stanzia fondi per il settore ittico, colpito dall'aumento dei costi energetici. La misura, accolta con favore dalle Marche, mira a sostenere le imprese locali.

Aiuti europei per il comparto ittico

L'Unione Europea ha attivato un importante meccanismo di crisi. Questo interviene attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (Feampa). La decisione mira a fornire un sostegno concreto al settore ittico. Questo comparto sta affrontando serie difficoltà economiche. Le cause principali sono le conseguenze del conflitto in Medio Oriente. L'eurodeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d'Italia ha commentato positivamente la misura. Ha definito l'intervento un passo necessario per il settore.

Riconoscimento dell'impatto dei costi energetici

L'iniziativa europea riconosce l'effettivo impatto degli aumenti dei costi. L'energia e le materie prime stanno pesando sul settore. Questo comparto è considerato strategico anche per la regione Marche. La pesca non rappresenta solo un'attività economica. È anche un elemento di identità e tradizione per molte comunità costiere. L'europarlamentare ha sottolineato questo aspetto fondamentale. La pesca è profondamente radicata nella cultura locale.

Il settore ittico nelle Marche

Nella regione Marche, il comparto ittico riveste un ruolo economico di primo piano. Si contano circa 800 imprese attive nel settore. Queste attività impiegano oltre 2.000 addetti. La flotta peschereccia è composta da circa 650 imbarcazioni. Queste sono dislocate nei principali porti regionali. Tra questi figurano Ancona, San Benedetto del Tronto e Civitanova Marche. La pesca genera un valore economico considerevole.

Sostenibilità e prospettive future

Il valore complessivo del settore ittico nelle Marche può raggiungere fino a 200 milioni di euro annui. Negli ultimi anni, le imprese hanno dovuto fronteggiare un aumento dei costi operativi. Questo incremento si è attestato tra il 30% e il 40%. Tale situazione ha messo a rischio la sostenibilità di molte attività. Le nuove misure europee saranno retroattivamente ammissibili. Potranno essere richieste a partire dal 28 febbraio 2026. La validità si estende fino alla fine dell'anno corrente. L'attivazione di tali aiuti potrà avvenire rapidamente. Si utilizzeranno meccanismi già sperimentati con successo. Questi sono stati applicati durante le crisi legate al Covid-19 e al conflitto in Ucraina.

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