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Ad Ancona si svolgeranno le finali regionali di Baskin, uno sport che promuove l'inclusione di persone con e senza disabilità. L'evento mira a valorizzare le capacità di ogni atleta in un contesto di gioco condiviso.

Finali regionali di Baskin ad Ancona

Il Palascherma di Ancona sarà teatro delle finali regionali di Baskin. Questa disciplina sportiva, ispirata alla pallacanestro, permette a individui con e senza disabilità di competere fianco a fianco. L'evento vedrà la partecipazione di circa 150 persone, tra atleti, staff tecnico, accompagnatori e spettatori.

Il programma sportivo inizierà alle ore 15:30 con la partita per il terzo e quarto posto. Le due squadre jesine si sfideranno per il podio. Successivamente, alle ore 17:30, si terrà la finale per il titolo regionale. La competizione vedrà contrapposte le squadre di Pesaro e San Benedetto del Tronto.

La squadra vincitrice otterrà l'accesso alla fase interregionale del campionato. Questo passaggio rappresenta un importante traguardo per le formazioni partecipanti, frutto di un percorso di allenamento e competizione.

L'importanza sociale dello sport inclusivo

L'assessore comunale allo Sport, Giovanni Zinni, ha sottolineato l'importanza dell'evento. Durante la presentazione, ha definito il Baskin un «patrimonio umano forte di valori ed esperienze». Ha evidenziato come la funzione sociale di questa disciplina sia fondamentale per l'amministrazione comunale. «Noi vogliamo che tutti facciano sport per la salute, il benessere e per rinforzare i legami comunitari del territorio», ha dichiarato Zinni.

L'assessore ha inoltre aggiunto che queste competizioni sono un'opportunità per far conoscere discipline sportive meno diffuse nel territorio. L'obiettivo è ampliare l'offerta sportiva e promuovere la partecipazione attiva di tutti i cittadini. Lo sport diventa così uno strumento di coesione sociale e benessere collettivo.

Le regole e la filosofia del Baskin

Il Baskin è nato nel 2003 a Cremona. La sua creazione è frutto dell'incontro tra Antonio Bodini e Fausto Capellini. Le regole del gioco prevedono l'utilizzo di quattro canestri. Due sono posizionati tradizionalmente, mentre altri due si trovano sui lati del campo. Il gioco prevede ruoli differenziati, pensati per valorizzare le capacità di ciascun giocatore. Le squadre sono miste, composte da atleti con diverse abilità.

Ogni squadra schiera sei giocatori. Questi sono suddivisi in cinque ruoli specifici, basati sulle loro capacità fisiche e tecniche. Una regola fondamentale impone che ogni squadra debba includere almeno una giocatrice donna. Questo assicura una maggiore equità e rappresentatività all'interno del gruppo.

Michele Cocco, giudice unico del campionato e arbitro di Baskin, ha spiegato la filosofia del gioco. «Non si valuta il difetto o la mancanza del giocatore, quanto i punti di forza», ha affermato. Si segue il principio del «design for all». L'obiettivo è permettere a ogni partecipante di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. Ogni ruolo ha regole precise da rispettare, senza agevolazioni speciali. Questo garantisce un contesto di competizione equo e stimolante per tutti.

Svolgimento della partita e promozione dell'evento

Durante la partita, ogni squadra può attaccare sia il canestro principale che i due canestri laterali. Il gioco si articola in quattro tempi, ciascuno della durata di otto minuti effettivi. Questa struttura permette un ritmo di gioco sostenuto e dinamico, mantenendo alta l'attenzione dei giocatori e del pubblico.

L'evento è promosso dall'Ente italiano sport inclusivi (Eisi). Questa organizzazione si impegna a promuovere lo sport come strumento di crescita universale. Michele Cocco ha concluso sottolineando che «non si parla solo di inclusione, ma si cerca di far crescere tutti quanti». Il Baskin rappresenta un modello di sport che va oltre la semplice partecipazione, mirando allo sviluppo integrale di ogni individuo.

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