Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha confermato l'intitolazione dell'aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. I ricorsi presentati dal Comune di Milano e da altri enti locali sono stati respinti, ritenendo legittima la decisione.
Aeroporto Malpensa resta intitolato a Silvio Berlusconi
L'aeroporto di Milano Malpensa continuerà a portare il nome di Silvio Berlusconi. Il Tar della Lombardia ha infatti rigettato i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da alcuni comuni della provincia di Varese. Questi enti si erano opposti all'intitolazione dello scalo all'ex Presidente del Consiglio e leader del centrodestra, scomparso nel giugno 2023.
La decisione dei giudici amministrativi è stata accolta con favore dalla famiglia Berlusconi. Marina Berlusconi ha commentato che i ricorsi, definiti «intrisi della solita ideologia trita e ritrita», rappresentavano «l'ennesimo attacco giudiziario» nei confronti del padre. Barbara Berlusconi ha invece sottolineato la «scelta legittima» e il «riconoscimento meritato» per il contributo del padre all'Italia e per il suo profondo legame con la Lombardia.
Reazioni politiche e motivazioni del Tar
Marina Berlusconi ha aggiunto che intitolare Malpensa a suo padre è un giusto riconoscimento a un uomo capace di «guardare oltre l'orizzonte». Ha affermato che il nome di Berlusconi continua a sovrastare «le piccole miserie di coloro che non riescono a perdonargli la sua grandezza». Ha inoltre paragonato l'aeroporto a uno strumento per volare, non da tenere «ostaggio di chi vorrebbe tenere l'Italia ancorata a terra, prigioniera di vecchi rancori».
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha esultato definendo la sentenza «la vittoria del buonsenso» e un «omaggio a un protagonista assoluto del nostro Paese». Salvini, nell'estate di due anni fa, aveva approvato la decisione dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, che aveva scatenato le proteste del centrosinistra. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, aveva definito l'intitolazione un atto «profondamente politico e profondamente sbagliato».
Il Comune di Milano, attraverso Palazzo Marino, si era fatto promotore del ricorso. A esso si erano associati i comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo. Dopo quasi due anni, il Tar ha dichiarato i ricorsi in parte infondati e in parte inammissibili. I giudici hanno ritenuto legittimo l'operato dell'Enac.
Il ruolo dell'Enac e la natura dell'intitolazione
Il presidente dell'Enac, Pierluigi Di Palma, ha espresso soddisfazione per la sentenza. Ha sottolineato come essa «consolida la delibera approvata anche dal vicepremier e ministro Salvini». Ha inoltre ribadito il quadro normativo che attribuisce all'Enac e al Ministero competente la titolarità delle decisioni relative alla denominazione degli aeroporti.
I giudici, secondo quanto riportato dall'Enac, hanno evidenziato la natura «prevalentemente simbolica e onorifica» dell'intitolazione. Hanno precisato che gli aeroporti sono infrastrutture statali, destinate a soddisfare interessi nazionali e internazionali. Pertanto, non possono essere assimilati alla toponomastica locale, di competenza dei comuni.
Soddisfazione e critiche politiche
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Marco Bestetti, consigliere regionale lombardo di FdI. Bestetti, al Pirellone, aveva chiesto e ottenuto la costituzione in giudizio della Regione Lombardia per difendere l'intitolazione.
Anche Forza Italia si è detta soddisfatta. Per il partito, questa è una giornata importante per la Lombardia e per chi riconosce a Silvio Berlusconi il suo «straordinario contributo alla vita imprenditoriale, sportiva e politica del Paese». Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia in Lombardia, ha affermato che intitolare Malpensa a lui significa riconoscere il suo ruolo per la Lombardia e l'Italia.
Non cambia invece opinione il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino. Egli aveva proposto i nomi di Gino Strada e Luca Attanasio come alternative. Per Majorino, l'intitolazione all'ex premier resta una «pessima idea».
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