Un'innovativa terapia a base di anticorpi monoclonali anti-amiloide viene somministrata per la prima volta a Salerno. Il trattamento mira a rallentare la progressione della malattia di Alzheimer e il declino cognitivo.
Nuova frontiera contro l'Alzheimer
Si apre una nuova prospettiva nella lotta contro l'Alzheimer. Non si tratta più solo di gestire i sintomi. Ora è possibile intervenire direttamente sui meccanismi biologici della malattia. L'obiettivo è rallentare il suo avanzamento e il deterioramento delle capacità cognitive e comportamentali.
Presso l'Unità Operativa Complessa di Neurologia dell'Azienda ospedaliero universitaria di Salerno, diretta dal professor Paolo Barone, è stata somministrata la prima infusione di anticorpi monoclonali anti-amiloide. Il paziente, un uomo di 69 anni residente a Salerno, ha ricevuto questo trattamento pionieristico.
Anticorpi monoclonali: come funzionano
Gli anticorpi monoclonali anti-amiloide, come Lecanemab e Donanemab, hanno segnato una svolta terapeutica. Questi farmaci agiscono con una terapia mirata. Il loro meccanismo d'azione si basa sulla rimozione delle placche amiloidi che si accumulano nel cervello.
Si ritiene che questa rimozione sia più efficace nelle fasi iniziali della malattia. Questo perché precede la degenerazione neuronale che causa danni strutturali e funzionali permanenti. L'efficacia è quindi legata alla tempestività dell'intervento.
Approvazioni e accesso al trattamento
Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha dato il via libera a questi farmaci tra il 2023 e il 2024. In Europa, l'Agenzia Europea dei Medicinali e la Commissione Europea hanno autorizzato la loro commercializzazione nel 2025. Questo è avvenuto dopo rigorose revisioni dei dati clinici.
In Italia, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recentemente negato la rimborsabilità. La decisione è motivata da criticità legate soprattutto alla sostenibilità organizzativa del sistema sanitario. Di conseguenza, l'accesso a questa terapia rimane limitato e strettamente regolamentato.
Attualmente, la somministrazione tramite il Servizio Sanitario Nazionale è possibile solo in regime di uso compassionevole. La selezione dei pazienti è un passaggio fondamentale. Richiede approfondimenti e monitoraggi continui.
Criteri di selezione per i pazienti
I pazienti candidabili al trattamento con anticorpi monoclonali devono soddisfare specifici requisiti. Devono avere una diagnosi di Malattia di Alzheimer con Disturbo Neurocognitivo Lieve o Demenza Lieve. È essenziale che non presentino deficit di autonomia nelle attività quotidiane.
La valutazione include anamnesi, esami clinico-laboratoristici, genotipizzazione e neuroimaging. Solo dopo questi accertamenti, che includono monitoraggi dinamici, si definisce l'idoneità del paziente. Vengono applicati precisi criteri di inclusione ed esclusione per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento.