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Tre lavoratori immigrati a Salerno, nonostante buste paga regolari e contratti stabili, incontrano ostacoli insormontabili nella ricerca di un alloggio. La Caritas lancia un appello contro il pregiudizio.

Immigrati con lavoro ma respinti per la casa

Tre giovani lavoratori africani a Salerno affrontano una dura realtà. Possiedono buste paga regolari e contratti di lavoro solidi. La Caritas diocesana si offre come garante per un affitto. Nonostante ciò, trovare un'abitazione si rivela un'impresa ardua.

La Caritas ha reso pubblica la loro situazione tramite un post sui social media. L'organizzazione ha lanciato un appello diretto ai proprietari di immobili. L'obiettivo è trovare un alloggio per questi giovani.

Le storie di Ibou, Ebrima e un giovane guineano

I nomi dei giovani sono Ibou, 42 anni, proveniente dal Senegal, ed Ebrima, ventenne dal Gambia. Il terzo è un giovane della Guinea che preferisce mantenere l'anonimato. Ibou risiede a Salerno da cinque anni. Gli altri due sono arrivati da meno di tre anni.

Tutti e tre svolgono un'attività lavorativa regolare presso ditte nella provincia salernitana. Due di loro operano nel settore dell'edilizia. Dispongono di contratti stabili e stipendi che permetterebbero loro di coprire le spese di un affitto.

Attualmente, i tre giovani sono ospitati presso una struttura della Caritas. Non hanno parenti sul territorio italiano. Stanno affrontando da soli il percorso per costruire una nuova vita. Ibou non ha intenzione di tornare nel suo Paese d'origine. Gli altri due non escludono tale possibilità in futuro.

La ricerca di casa ostacolata dai pregiudizi

L'obiettivo immediato dei giovani è trovare serenità e autonomia. Desiderano una normalità fatta di lavoro e un luogo da chiamare casa. La loro ricerca, tuttavia, si scontra con numerosi rifiuti. Questi sembrano arrivare dopo le prime conversazioni con i proprietari.

La scena si ripete con una certa frequenza. L'organizzazione presenta i tre candidati per un appartamento in affitto. Vengono sottolineati gli stipendi e i contratti regolari. La Caritas offre anche garanzie sui pagamenti.

Le disponibilità iniziali dei proprietari si trasformano in improvvise rinunce. Le motivazioni addotte includono la vendita recente dell'immobile o la sua già avvenuta promessa ad altri.

L'appello della Caritas contro la discriminazione

Secondo la Caritas, dietro queste risposte si cela il peso del pregiudizio. Questo sarebbe legato alla provenienza geografica e al colore della pelle dei richiedenti.

L'organizzazione esprime la propria frustrazione. «Li accogliamo, diciamo loro che devono integrarsi, trovare un lavoro, rendersi autonomi. E quando ci riescono con fatica e onestà, gli neghiamo l'ultimo gradino», è il senso dell'appello lanciato. La Caritas denuncia la difficoltà nel trasformare l'integrazione lavorativa in reale autonomia abitativa.

«Non stiamo chiedendo favori, regali o beneficenza a fondo perduto. Chiediamo solo una casa in affitto, regolarmente pagata», sottolinea la Caritas. L'appello è rivolto ai proprietari di immobili a Salerno.

La speranza di una casa e di una vita dignitosa

Per Ibou, Ebrima e il giovane guineano, la ricerca di un alloggio prosegue. Possiedono un lavoro, uno stipendio e il forte desiderio di costruirsi una vita dignitosa. Manca ancora una chiave fondamentale: quella di una porta da aprire ogni sera.

Una porta dietro la quale poter finalmente sentirsi a casa. La loro determinazione è alta, ma la speranza di trovare un proprietario disposto a superare i pregiudizi è ciò che li sostiene. La comunità di Salerno è chiamata a rispondere a questo bisogno primario.