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Il questore Giancarlo Conticchio lascia Salerno dopo un mandato di quattro anni. La sua successore sarà Olimpia Abbate, prima donna a guidare la Questura. Conticchio ha sottolineato l'importanza di combattere l'indifferenza e ha ricordato i sorrisi ritrovati sulle vittime di violenza.

Il questore Conticchio saluta Salerno

Il questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, ha concluso il suo incarico quadriennale. Ha descritto la sua esperienza come «più che positiva». Ha ricordato il suo sogno infantile di diventare poliziotto. Viene definito «lo sbirro dal volto umano».

Conticchio ha evidenziato la stretta collaborazione con la Prefettura. Ha lodato il lavoro di squadra con Carabinieri e Guardia di Finanza. L'obiettivo comune era aumentare la sicurezza per i cittadini. L'ascolto delle esigenze della popolazione è stato un principio fondamentale. Ha lanciato un forte appello alla comunità.

«Non dobbiamo far finta di non vedere», ha esortato. «Dobbiamo abbattere la cultura dell'indifferenza». Ha invitato tutti a non ignorare episodi di violenza. Ha chiesto di non voltarsi dall'altra parte di fronte a chi è in difficoltà. La sua azione si è concentrata sulla vicinanza alle persone.

Arriva Olimpia Abbate, prima donna questore

A partire da lunedì, la Questura di Salerno avrà una nuova guida. Per la prima volta nella storia della città, una donna assumerà l'incarico di questore. Si tratta di Olimpia Abbate, 61 anni. Attualmente è in servizio presso la Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza a Roma.

La nomina di Olimpia Abbate segna un importante traguardo per la città. Rappresenta un simbolo di rinnovamento e inclusione nelle forze dell'ordine. La sua esperienza a Roma le fornirà una solida base per affrontare le sfide salernitane. L'attesa per il suo insediamento è alta.

Messaggio a famiglie e giovani

Il questore Conticchio ha rivolto un messaggio specifico a famiglie e giovani. Ha sottolineato il ruolo cruciale dei genitori. «Quando c'è qualche sentore che qualcosa non va», ha affermato. Le famiglie devono intervenire attivamente. Devono dialogare apertamente con i propri figli. È importante chiedere aiuto se necessario. La prevenzione parte dal nucleo familiare.

Ha ribadito l'importanza della comunicazione intergenerazionale. La scuola e la comunità possono supportare questo dialogo. L'obiettivo è creare un ambiente sicuro per la crescita dei giovani. La sua visione è quella di una società più attenta e protettiva.

Il ricordo più prezioso

Alla domanda sul ricordo più significativo della sua esperienza a Salerno, il questore Conticchio non ha esitato. La sua risposta è stata immediata e toccante. «Il sorriso che ho fatto ritornare sul volto di persone che hanno subito violenza». Questo è il lascito più prezioso del suo mandato.

Ha evidenziato l'impatto umano del suo lavoro. La sua azione non si è limitata alla repressione. Ha cercato di offrire supporto e conforto alle vittime. Questo approccio empatico ha caratterizzato la sua gestione. Lascia una città con la speranza di aver contribuito a un futuro più sereno.