Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca appoggia il divieto di indossare il velo integrale a scuola, proponendo di estenderlo anche all'esterno. Critica invece il limite del 30% di alunni stranieri, definendolo un'operazione ideologica.
Divieto volto coperto a scuola e oltre
Il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca, ha espresso pieno sostegno al divieto di accedere agli istituti scolastici con il volto celato.
Ha dichiarato: «Sono assolutamente d'accordo sul divieto di andare a scuola con il volto coperto».
La sua posizione si spinge oltre, con una proposta di estensione: «Per la verità sarei anche per estendere questo divieto anche all'esterno delle scuole».
Queste affermazioni sono state rilasciate durante la sua consueta trasmissione settimanale, focalizzandosi sui recenti provvedimenti governativi.
I provvedimenti riguardano l'integrazione e la presenza di studenti provenienti da altri Paesi all'interno del sistema educativo.
Critiche al limite di alunni stranieri
Diversa è la valutazione del sindaco riguardo al limite del 30% di alunni extracomunitari.
De Luca ha definito questa decisione «estremamente problematica».
L'ha etichettata come «un'operazione ideologica e strumentale».
Il sindaco ha sottolineato che «molte forze di opposizione il problema non lo vedono».
Ha aggiunto: «io penso che dobbiamo vederlo».
Secondo la sua analisi, esiste un «sentimento umano di disagio e di preoccupazione».
Questo sentimento emergerebbe tra alcune famiglie.
Le preoccupazioni sarebbero legate a classi con un'elevata concentrazione di studenti stranieri.
Umanità e rischio discriminazione
Al contempo, Vincenzo De Luca ha messo in guardia dai pericoli di discriminazione.
Ha manifestato un disagio significativo nell'immaginare un bambino o una bambina.
Questi bambini provengono da altri Paesi e potrebbero subire un trattamento discriminatorio.
Ha affermato: «Avverto un disagio non minore a immaginare un bambino, una bambina che viene da altri Paesi rispetto alla quale abbiamo un atteggiamento discriminatorio».
Questa prospettiva genera in lui un disagio ancora maggiore.
Ha proseguito: «Questa è un'immagine che mi procura un disagio anche maggiore».
Ha poi posto un interrogativo retorico sull'accoglienza: «Un bambino, una bambina che viene da una famiglia islamica ma è un bambino, va a scuola: che facciamo?».
Ha concluso questo passaggio con un appello all'umanità: «Questa si chiama umanità».
Problemi organizzativi e didattici
Il limite numerico imposto solleva anche questioni pratiche.
De Luca ha evidenziato i problemi concreti di organizzazione.
Ha chiesto: «Se bisogna avere classi separate o ridurre quelle con un eccesso di presenza di bambini, concretamente questa operazione come avviene?».
Ha inoltre sottolineato l'importanza di considerare la disponibilità di insegnanti.
Questi docenti sarebbero necessari per l'educazione linguistica.
Ha concluso ribadendo un principio pedagogico fondamentale.
I bambini imparano più velocemente se integrati con i loro coetanei.
Ha affermato: «I bambini a quell'età imparano presto e recuperano prima se stanno insieme con gli altri bambini».