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Una donna americana ha viaggiato fino a Salerno per onorare la memoria dello zio aviatore, morto 83 anni fa. La sua ricerca ha portato a un ritrovamento emozionante.

Ricerca di famiglia a Salerno

Cheri Stewart è giunta a Salerno dagli Stati Uniti. Il suo viaggio aveva un obiettivo preciso: individuare il luogo esatto. Lì, 83 anni fa, perse la vita suo zio. Era un giovane aviatore americano, Charles M. Stewart.

Il bombardiere B-17 su cui volava precipitò tra le montagne salernitane. Cheri ha intrapreso questa missione dopo la scomparsa del fratello. Lui aveva sempre custodito il ricordo dello zio. Aveva raccolto ogni informazione possibile su quel ragazzo partito per la guerra.

Il padre di Cheri, invece, aveva scelto il silenzio. Non riusciva a superare il dolore per quella perdita. Alla morte del fratello, Cheri ha raccolto il testimone. Ha deciso di venire in Italia per proseguire la ricerca.

Ritrovamento di un frammento storico

Ad assistere Cheri nelle sue ricerche sono stati i volontari. Appartengono all'Associazione Salerno 1943. L'associazione si dedica da anni alla ricostruzione degli eventi legati all'Operazione Avalanche. Utilizzano documenti militari, testimonianze e ritrovamenti sul campo.

Durante una delle loro ricerche, è avvenuto un momento inatteso. Un evento particolarmente emozionante ha segnato la visita di Cheri. Tra la vegetazione è emerso un frammento metallico. Sembrava che il terreno volesse restituire un pezzo di storia.

Il frammento è stato ricondotto al bombardiere B-17. Questo ritrovamento è avvenuto proprio nel giorno del ritorno della famiglia. Un segno del destino che ha reso la visita ancora più significativa per Cheri.

La storia del bombardiere B-17

Il bombardiere B-17 era di ritorno da una missione. Aveva colpito gli aeroporti di Foggia. Durante il tragitto, l'aereo fu intercettato. Fu gravemente danneggiato dalla contraerea e dai caccia dell'Asse. Due motori smisero di funzionare.

L'aereo era in condizioni critiche. Il comandante, Bernard B. Pasero, fu costretto a ordinare l'evacuazione. I dieci uomini dell'equipaggio si lanciarono con i paracadute. Si separarono in momenti diversi.

Tra loro c'era Charles M. Stewart. Ricopriva il ruolo di mitragliere laterale. Raggiunse il suolo gravemente ferito alle gambe. Morì il giorno successivo all'atterraggio forzato. Fu sepolto inizialmente in Italia. La sua prima tomba era nel cimitero di Sant'Angelo dei Lombardi.

Nel 1952, la salma fu rimpatriata. Fu restituita alla famiglia negli Stati Uniti. La famiglia ha potuto così dare una degna sepoltura al loro caro.

L'importanza della memoria storica

La ricostruzione dettagliata dello schianto è opera di Matteo Pierro. È il referente storico dell'Associazione Salerno 1943. Ha anche scritto il volume «Salerno 1943. Gli aviatori, le storie ed i ritrovamenti dell'Operazione Avalanche».

In questo libro, la vicenda del B-17 è stata approfondita. Ha collaborato con Luigi Fortunato e Gigino Vitolo. Quest'ultimo è residente nella frazione ai piedi della collina dove avvenne l'incidente.

«Cheri ha attraversato l'oceano per ricordare un familiare morto durante la guerra», ha dichiarato Vincenzo Pellegrino, presidente dell'Associazione Salerno 1943, all'ANSA. «È una testimonianza di quanto sia ancora viva la memoria di quegli anni. L'Operazione Avalanche non è soltanto una pagina nei libri di storia: è ancora dentro le famiglie, anche a migliaia di chilometri di distanza.»

«Se dopo oltre ottant'anni una donna attraversa un oceano per raggiungere il luogo dove è morto suo zio», ha sottolineato Pellegrino, «significa che le conseguenze di un conflitto non finiscono quando tacciono le armi. Conservare queste storie significa ricordare il valore della pace».