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Un finanziamento di 30 milioni di euro supporterà la filiera bufalina della Piana del Sele nella sua transizione ecologica. L'iniziativa mira a ridurre costi energetici e impatto ambientale attraverso soluzioni tecnologiche innovative.

Investimenti per la sostenibilità della filiera bufalina

Sono stati stanziati 30 milioni di euro. Questi fondi sono destinati a supportare la filiera bufalina. L'obiettivo è promuovere la sua transizione verso pratiche più sostenibili. L'area interessata è la Piana del Sele e zone limitrofe. L'iniziativa è promossa da Fondazione Symbola. Collaborano anche BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna Grecia. Hanno partecipato anche Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno.

L'accordo per questi fondi è stato siglato a Salerno. Le risorse saranno erogate dalle banche di credito cooperativo. Offriranno tassi agevolati alle imprese. Serviranno a finanziare l'adozione di nuove tecnologie. Queste tecnologie miglioreranno l'efficienza produttiva. Aiuteranno anche a valorizzare i sottoprodotti del settore.

Soluzioni tecnologiche per ridurre l'impatto ambientale

Sono state individuate oltre 30 soluzioni tecnologiche. Queste permetteranno di ridurre le emissioni. Diminuiranno anche i costi energetici e gli sprechi. Il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, ha sottolineato l'importanza di preservare il patrimonio culturale e territoriale. Ha affermato: «Il riconoscimento dell'Unesco alla cucina italiana certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità che va preservato come investimento sul futuro».

«Puntare sulla sostenibilità significa aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente e competitivo», ha aggiunto Realacci. Un rapporto presentato evidenzia soluzioni già disponibili sul mercato. Queste favoriscono la decarbonizzazione del comparto bufalino. Includono microirrigazione e sistemi di recupero delle acque reflue. Si citano anche tecnologie di sanificazione con ozono e impianti agrivoltaici.

Sono previsti anche impianti a biogas e biometano. Questi serviranno per valorizzare letame, liquami, siero e latticello. L'obiettivo è trasformare le prospettive in azioni concrete. Lo ha dichiarato Camillo Catarozzo, presidente di BCC Campania Centro. «Le innovazioni individuate e il plafond da 30 milioni vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare la transizione ecologica».

La filiera bufalina: un'eccellenza campana

La filiera bufalina è un settore chiave per l'agroalimentare della regione. In Italia ci sono circa 435mila capi bufalini. Rappresentano il 95% del patrimonio europeo. Circa il 70% di questi si trova in Campania. La Piana del Sele ospita oltre il 25% degli allevamenti regionali. Concentra il 30,8% dei capi presenti in Campania.

La sfida è trasformare le opportunità in investimenti diffusi. Lo ha evidenziato Rosario Pingaro, presidente di BCC Capaccio Paestum e Serino. «Occorre mettere a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative capaci di accrescere sostenibilità ed efficienza».

Accompagnare l'evoluzione della filiera verso modelli più sostenibili è fondamentale. Lo ha spiegato Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario di BCC Magna Grecia. Ha aggiunto che ciò significa «promuovere la competitività delle imprese e la tenuta sociale ed economica di un territorio che in questa eccellenza riconosce una componente essenziale del proprio futuro».

Secondo Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Salerno, la crescita duratura richiede di coniugare sviluppo economico e tutela ambientale. La competitività futura dipenderà dall'accelerazione della doppia transizione: ecologica e digitale. Il progetto «Filiere sostenibili della Piana del Sele» è iniziato nel 2024. Dopo uno studio sulla IV Gamma, ora si focalizza sul comparto bufalino. L'obiettivo è rendere la sostenibilità un motore di innovazione e competitività per un'eccellenza del Made in Italy.