Inizia a Roma il processo d'appello riguardante 51 opere d'arte contraffatte attribuite a Picasso. Un collezionista campano, condannato in primo grado, si difende dall'accusa di detenzione e ricettazione.
Collezionista sotto processo per opere d'arte false
La Corte d'appello di Roma ha fissato per lunedì 28 settembre l'inizio del processo. La vicenda riguarda 51 falsi Picasso. Queste opere furono sequestrate nel 2017. L'indagato è un uomo di 77 anni di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. L'uomo, Marcello Santelia, era stato condannato in primo grado. La pena inflitta era di un anno e otto mesi di reclusione. Le accuse sono detenzione di opere contraffatte e ricettazione di opere d'arte.
Santelia è assistito dagli avvocati Salvatore Nocera e Giuseppe Spagnuolo. Comparirà davanti ai giudici della seconda sezione penale. La sua difesa mira a dimostrare la sua estraneità ai fatti. Si attende una decisione che potrebbe cambiare l'esito della vicenda.
La scoperta dei falsi Picasso e il primo grado
I fatti emersi alla luce risalgono alla fine del 2017. Il collezionista salernitano aveva intenzione di vendere un quadro a Dubai. Per poter esportare l'opera, richiese un'autorizzazione al Ministero della Cultura. L'ente ministeriale, a sua volta, chiese un parere sulla genuinità dell'opera. La richiesta fu inoltrata alla Fondazione Picasso.
La Fondazione Picasso, tuttavia, giudicò il quadro un falso. La firma presente sull'opera fu definita apocrifa. A seguito di ciò, intervennero i Carabinieri. Le forze dell'ordine scoprirono una vera e propria collezione di opere sospette. Trovata a casa di Santelia, l'intera collezione fu sequestrata.
Il processo di primo grado si è svolto con rito abbreviato condizionato. La decisione fu presa dal giudice per l'udienza preliminare di Roma, Francesco Patrone. Il giudice si basò su una superperizia. Questa fu affidata a una storica dell'arte e a tre grafologi esperti. La perizia fu determinante per la sentenza di primo grado.
Le dichiarazioni e le speranze della difesa
Il curatore della collezione, Lucio Ronca, ha fornito dettagli sulla posizione di Santelia. Egli afferma che Santelia è solo un erede. Ha ereditato la collezione dal padre, Giovanni Santelia, mercante d'arte. Ronca sottolinea che Santelia non rientra nelle categorie di operatori del settore artistico. Queste categorie sono definite dalla Corte di Cassazione.
In particolare, non è considerato un mercante d'arte. Né uno speculatore occasionale. Soprattutto, non è un collezionista nel senso stretto del termine. Questo perché non avrebbe acquistato alcuna delle opere sequestrate. La difesa esprime la speranza che le opere vengano riconosciute come autentiche. Si auspica che siano dichiarate autografe del grande artista Pablo Picasso. La speranza è che il processo d'appello possa chiarire la sua posizione.
Domande e Risposte
Cosa è successo ai falsi Picasso sequestrati?
Sono stati sequestrati 51 falsi Picasso a un collezionista campano. L'uomo è stato condannato in primo grado e ora affronterà il processo d'appello a Roma.
Chi è Marcello Santelia?
Marcello Santelia è un uomo di 77 anni di Nocera Inferiore, condannato in primo grado per detenzione e ricettazione di opere d'arte contraffatte. La difesa sostiene che sia solo un erede e non un operatore del settore.
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