Un'alleanza strategica tra ospedali campani permette a chirurghi specializzati di intervenire su pazienti con patologie complesse. L'iniziativa mira a ottimizzare le competenze mediche e migliorare l'assistenza sanitaria regionale.
Chirurgia specialistica in trasferta
La gestione di casi medici particolarmente delicati richiede un'elevata specializzazione. Questa expertise si acquisisce attraverso anni di studio e pratica intensiva. A volte, questa formazione avviene anche in contesti internazionali. Il dottor Pasquale Sangiovanni, appartenente all'ortopedia 2 del Cardarelli, ne è un esempio.
Il suo primario è Fabio Di Santo. Nonostante la sua sede principale sia il Cardarelli, il dottor Sangiovanni opera regolarmente presso altre strutture. Queste includono l'Ospedale Santobono e l'Ospedale del Mare. Collabora anche con l'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno. Ciò è possibile grazie a un accordo di collaborazione.
Questa convenzione consente a chirurghi selezionati dell'ospedale napoletano di unire le forze con i colleghi di altri centri. L'obiettivo è affrontare la cura di pazienti con condizioni mediche estremamente complesse. Si tratta di un modello di sinergia medica fondamentale.
Esperienza nel trauma pelvico e toracico
Il dottor Sangiovanni, 41 anni, ha perfezionato le sue abilità in centri di eccellenza. Ha studiato a Houston e Ancona. Lì ha appreso tecniche avanzate sotto la guida del dottor Kyle Dickson e del professor Raffaele Pascarella. Ha sviluppato una competenza specifica nella gestione del trauma pelvico.
Quest'area della chirurgia è considerata estremamente specialistica e complessa. Le sue competenze sono state cruciali in numerose occasioni. Recentemente, ha collaborato con i medici del Santobono. Hanno operato d'urgenza un bambino vittima di un incidente con un trattore in Molise.
La partnership tra il Cardarelli e il Santobono è consolidata da tempo. Si estende anche alla chirurgia toracica. L'iniziativa è iniziata nel 2019. La chirurgia toracica del Cardarelli, guidata da Gianluca Guggino, si unì a quella del Santobono.
L'obiettivo iniziale era salvare la piccola Noemi, 4 anni. La bambina era stata ferita da un proiettile vagante mentre mangiava un gelato. Da allora, numerose operazioni sono state eseguite da team congiunti. I chirurghi toracici del Cardarelli hanno lavorato fianco a fianco con quelli del Santobono.
Interventi salvavita e tumori
Recentemente, un'equipe speciale ha eseguito un intervento di notevole complessità. Ha riguardato un bambino di 4 anni, non comunitario, affetto da una rara e aggressiva forma di tumore polmonare. L'operazione ha richiesto un impegno straordinario.
Le squadre di chirurghi e anestesisti del Santobono e del Cardarelli hanno collaborato intensamente. Hanno lavorato per rimuovere completamente la neoplasia. L'intervento, estremamente delicato e complesso, è durato ben sette ore. Il successo dell'operazione è una testimonianza della loro abilità.
Gianluca Guggino, primario della chirurgia toracica del Cardarelli, ha sottolineato l'importanza di questa collaborazione. Si è formato a Napoli, Roma e in Francia. Afferma: «La chirurgia toracica del Cardarelli è riconosciuta in Italia per la casistica estremamente ricca e complessa.»
«La nostra equipe ha messo a frutto l'esperienza maturata negli interventi di emergenza, riuscendo così ad affinare tecniche di altissimo livello», ha aggiunto. «Il modello di condivisione di queste competenze con le equipe chirurgiche di altri ospedali campani permette di offrire servizi di assoluta eccellenza a più pazienti, creando occasioni di confronto e crescita sul campo per noi professionisti».
Un modello di eccellenza per la sanità regionale
Antonio d'Amore, direttore generale dell'Aorn A. Cardarelli, ha evidenziato il valore di questo approccio. «La collaborazione tra ospedali e professionisti è un modello di lavoro che da sempre caratterizza la medicina», ha dichiarato. «Al Cardarelli stiamo lavorando esattamente in questa direzione.»
«Stiamo moltiplicando le collaborazioni con altri ospedali campani», ha proseguito, «così che anche i pazienti assistiti in altre strutture regionali possano fruire delle competenze maturate presso il nostro ospedale. Occorre mettere a fattore comune conoscenze e competenze per dare più assistenza e più qualità a tutti, superando le barriere delle singole aziende e facendo crescere l'intero sistema.»
Fabio Di Santo, direttore dell'Uoc Ortopedia 2, ha aggiunto dettagli sulla chirurgia pelvica. «Quella del bacino è un tipo di chirurgia che non si studia solo sui manuali», ha sottolineato. «Ma si impara con anni di formazione sul campo.»
«La gestione delle fratture di bacino richiede un'equipe multidisciplinare con ortopedico, urologo e chirurgo vascolare, perché prevedono un interessamento della vescica e delle arterie», ha spiegato. «Tuttavia, lo specifico know-how sviluppato e consolidato al Cardarelli ci consente di affrontare tali delicate procedure anche in autonomia, non sottraendo risorse alle rispettive unità mediche per altri casi in emergenza o elezione.»
L'ospedale partenopeo sta implementando attivamente queste collaborazioni. L'obiettivo è garantire un'assistenza di altissimo livello a un numero sempre maggiore di pazienti.
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