La Campania affronta una grave emergenza ambientale legata al polistirolo, che costituisce l'8,5% dei rifiuti rinvenuti sulle coste. Legambiente chiede misure urgenti per estendere le tutele anche alle filiere agricole.
Allarme polistirolo sulle coste campane
La regione Campania è al centro di una preoccupante problematica ambientale. Il polistirolo rappresenta una frazione significativa dei rifiuti accumulati sulle sue coste. Questa plastica leggera, ma persistente, causa danni considerevoli all'ecosistema marino.
Legambiente Campania ha recentemente espresso forte preoccupazione riguardo alla diffusione di questo materiale. L'organizzazione ha sottolineato come il polistirolo sia diventato un vero e proprio flagello per gli ambienti costieri. La sua leggerezza lo rende facile da disperdere nell'ambiente.
La situazione è emersa con chiarezza durante la 34esima edizione di "Puliamo il Mondo". Questa storica campagna di volontariato ambientale ha visto la partecipazione di numerosi volontari. L'obiettivo era ripulire aree degradate e le foci dei fiumi in diverse località della regione.
Dati allarmanti dai monitoraggi Beach Litter
I dati raccolti da Legambiente nel corso di un decennio di monitoraggi "Beach Litter" (dal 2017 al 2026) dipingono un quadro desolante. Sono stati censiti ben 123.483 rifiuti lungo le coste campane. Di questi, una percentuale schiacciante, pari al 80,4%, è costituita da polimeri artificiali e plastica.
Il polistirolo, in particolare, gioca un ruolo di primo piano in questa triste statistica. Sono stati rinvenuti ben 10.474 rifiuti in polistirolo. Questo dato corrisponde all'8,5% del totale dei rifiuti monitorati. La sua ubiquità rappresenta una minaccia concreta per la fauna marina.
Tra i rifiuti in polistirolo identificati, figurano 368 cassette per il pesce ancora integre. A queste si aggiungono 8.918 frammenti di dimensioni inferiori ai 50 cm. Inoltre, sono stati trovati 1.188 frammenti di dimensioni superiori. La frammentazione contribuisce a una dispersione ancora maggiore.
Caserta maglia nera per densità di rifiuti
Analizzando i dati a livello provinciale, Caserta emerge con la "maglia nera" per quanto riguarda la densità di rifiuti in polistirolo. In questa provincia, sono stati censiti 17 transetti. Questi hanno evidenziato una media allarmante di 144 rifiuti in polistirolo per transetto.
Questo valore è il doppio della media regionale, che si attesta a 70,3 rifiuti per transetto. Anche le province di Napoli e Salerno presentano dati preoccupanti. Napoli registra una media di 72 rifiuti per transetto, mentre Salerno si ferma a 52.
Legambiente ha accolto con favore il nuovo disegno di legge regionale. Questo provvedimento prevede la progressiva sostituzione dei contenitori in polistirene espanso nel settore ittico. Tuttavia, l'organizzazione chiede con forza di estendere tali tutele e incentivi anche alla filiera agricola e ortofrutticola.
La campagna "Puliamo il Mondo" ha previsto due appuntamenti centrali per il giorno successivo alla sua apertura. Questi si sono svolti alla foce del fiume Sele, a Capaccio Paestum, e alla foce dei Regi Lagni. L'impegno dei volontari è fondamentale per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Domande e Risposte
Cosa è il problema principale evidenziato da Legambiente in Campania?
Il problema principale è la grande quantità di rifiuti in polistirolo rinvenuti sulle coste campane, che costituiscono l'8,5% del totale dei rifiuti monitorati.
Quali sono le richieste di Legambiente riguardo al polistirolo?
Legambiente chiede di estendere le tutele e gli incentivi per la sostituzione dei contenitori in polistirene espanso anche alle filiere agricole e ortofrutticole, oltre a quelle già previste per il settore ittico.
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