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Campania e Basilicata formano un fronte comune per difendere la gestione dei fondi europei. I presidenti dei rispettivi Consigli regionali chiedono maggiore autonomia decisionale contro le spinte centraliste.

Unione regionale per l'autonomia dei territori

È emerso un patto tra le regioni Campania e Basilicata. L'obiettivo è contrastare le tendenze centraliste che mirano a concentrare le risorse a Roma e Bruxelles. I presidenti dei Consigli regionali, Massimiliano Manfredi e Marcello Pittella, si sono incontrati a Napoli. Hanno discusso un piano d'azione congiunto.

La strategia mira a preservare l'indipendenza di spesa delle regioni. Si oppone a una riforma che potrebbe ridurre i poteri di programmazione regionali. Questi poteri verrebbero trasferiti allo Stato centrale.

Gestione fondi Ue al centro del dibattito

La governance delle risorse comunitarie è il fulcro della discussione. Molte regioni del Sud Italia dipendono ormai in larga parte da questi fondi. Massimiliano Manfredi ha lanciato l'allarme. Ha indicato Marcello Pittella come guida di questa iniziativa a livello nazionale.

Manfredi ha dichiarato: «Si sta tentando in Europa di riformare parte della spesa dei fondi europei. Si vogliono sottrarre competenze alle Regioni, accentrando il potere nelle mani dello Stato e veicolandolo ai Comuni. Per noi sarebbe un aspetto drammatico».

Il presidente campano ha aggiunto: «C'è un Sud che ha alzato l'asticella. C'è una rete di amministratori che vuole contare perché ha dimostrato di saper utilizzare bene le risorse per cambiare le proprie comunità».

Pittella: le Regioni devono avere voce in capitolo

Marcello Pittella ha espresso pieno accordo. Ha rivendicato con forza il ruolo centrale dei Consigli regionali. Spesso questi organi vengono esclusi dalle decisioni strategiche importanti.

«Le assemblee legislative hanno il diritto e il dovere di partecipare ai lavori della Commissione europea nella fase di programmazione», ha precisato Pittella. Ha sottolineato: «Le Regioni vivono per il 60-70% di fondi europei e Fondo per lo sviluppo e la coesione».

«Oggi la programmazione la fanno l'Europa, il Governo nazionale e i presidenti di Regione. Gli Uffici di Presidenza dei Consigli regionali non hanno voce», ha concluso.

Proposte concrete per il Mezzogiorno

Pittella ha proposto un approccio basato sull'ascolto dei territori. Ha annunciato un tour istituzionale. L'obiettivo è promuovere un nuovo coordinamento politico. Questo coordinamento dovrebbe dare centralità al Mezzogiorno. Deve avere anche uno sguardo rivolto al Mediterraneo.

Campania e Basilicata condividono dossier industriali e infrastrutturali strategici. Tra questi, la crisi dell'automotive. Ci sono anche grandi opere di collegamento. Si menziona l'Alta Velocità Bari-Napoli. Questa interessa direttamente la Basilicata.

Si parla inoltre dello sviluppo dell'aeroporto di Pontecagnano. C'è anche il rilancio della Zona Economica Speciale (ZES). Si punta a valorizzare il porto di Salerno e il golfo di Policastro.

Unione per la crescita del Sud

«Lavorando insieme», ha concluso Pittella, «Campania e Basilicata possono rappresentare una locomotiva capace di spingere il Governo nazionale verso la realizzazione di progetti interregionali interessanti». L'unione delle due regioni mira a rafforzare il peso politico ed economico del Sud Italia.

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