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La Uilpa segnala che l'addizionale regionale Irpef al 3,33% in Campania, sommata a quella comunale, grava pesantemente sui pensionati. Questa tassazione elevata non si traduce in migliori servizi pubblici, creando un forte malcontento tra i cittadini.

Pressione fiscale elevata sui pensionati campani

La provincia di Salerno ha ospitato la conclusione di una mobilitazione sindacale. La Uil pensionati della Campania ha percorso la regione per tutto il mese di ottobre. L'obiettivo era discutere il legame tra diritti costituzionali e welfare territoriale. Il segretario generale della sigla, Biagio Ciccone, ha espresso forte preoccupazione. La politica sembra concentrarsi su dibattiti astratti. Nel frattempo, le tasse locali stanno erodendo le pensioni. La situazione in Campania è particolarmente critica.

L'addizionale regionale Irpef raggiunge il massimo consentito. Si tratta del 3,33%. A questa si aggiungono le addizionali comunali. Anche queste sono spesso al loro tetto massimo in molti comuni. Questa combinazione crea un peso fiscale insostenibile per molti cittadini. La discrepanza con altre regioni italiane è notevole. Un pensionato campano paga oltre il 4% in più di tasse. Questo è dovuto unicamente alla sua residenza.

La cifra media annua pagata dai lavoratori e pensionati campani è considerevole. Si parla di circa 850 euro. Questa somma è destinata alle addizionali regionali e comunali. Il paradosso, sottolineato dal sindacato, è evidente. Una pressione fiscale così elevata non porta a servizi di qualità superiore. Anzi, la situazione dei servizi pubblici appare in sofferenza.

Servizi pubblici carenti nonostante le tasse alte

La critica della Uilpa si concentra sulla mancata corrispondenza tra tassazione e qualità dei servizi offerti. I cittadini campani si trovano a pagare cifre importanti senza ricevere benefici tangibili. Il sistema dei trasporti pubblici è considerato inefficiente. Questo rende difficili gli spostamenti quotidiani per molti. La mobilità è un aspetto fondamentale per la vita sociale ed economica.

La spesa sanitaria pro-capite in Campania si attesta ai minimi storici. Questo dato è allarmante. Indica una minore disponibilità di risorse per la salute pubblica. Le conseguenze sono dirette e gravi. Le liste d'attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici sono interminabili. I cittadini sono costretti a lunghe attese per ricevere cure necessarie. Questo può portare a un peggioramento delle condizioni di salute.

La situazione delle strutture residenziali per anziani (RSA) pubbliche è altrettanto critica. Le liste d'attesa sono lunghe anche per queste strutture. Le RSA pubbliche riescono a coprire solo una piccola percentuale degli over 65. Si parla di appena il 2%. Questo lascia molti anziani senza un'adeguata assistenza. Lo Stato sembra arretrare in questo settore cruciale.

Di conseguenza, il settore privato avanza. Le speculazioni dei privati aumentano i costi. Il senior housing, ad esempio, presenta costi proibitivi. Si possono raggiungere anche i 4mila euro al mese. Questo trasforma l'assistenza in un privilegio per pochi. L'assistenza diventa un lusso d'élite, non un diritto universale. La Uilpa denuncia questa deriva sociale.

Il diritto costituzionale alla difesa del potere d'acquisto

Biagio Ciccone ha ribadito un concetto fondamentale. La difesa del potere d'acquisto dei pensionati è un diritto costituzionale. Questo dovrebbe avvenire tramite una perequazione automatica e totale delle pensioni. La perequazione deve tenere conto dell'inflazione reale. Ignorare questo principio significa violare la Costituzione. I governi non possono continuare a trattare i pensionati come una fonte di finanziamento.

I trattamenti pensionistici medi sono stati tagliati nel tempo. Questi trattamenti rappresentano oggi un fondamentale ammortizzatore sociale. Servono a sostenere i figli precari e i nipoti. Molti giovani non trovano lavoro stabile. I nonni contribuiscono quindi al mantenimento della famiglia. Ridurre le pensioni significa indebolire ulteriormente queste famiglie.

La mobilitazione della Uil pensionati della Campania mira a sensibilizzare l'opinione pubblica. Vuole portare all'attenzione dei decisori politici la gravità della situazione. La pressione fiscale elevata, unita a servizi carenti, crea un circolo vizioso. Questo circolo danneggia soprattutto le fasce più deboli della popolazione. La richiesta è chiara: maggiore attenzione ai diritti dei pensionati e miglioramento dei servizi pubblici.

La chiusura della mobilitazione a San Pietro al Tanagro, in provincia di Salerno, segna un punto di passaggio. Il sindacato continuerà a vigilare e a battersi per garantire dignità e diritti ai pensionati campani. La questione delle addizionali Irpef e dei servizi pubblici rimane centrale nell'agenda del sindacato. Si attende una risposta concreta da parte delle istituzioni regionali e locali.

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