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L'esportazione di uva da tavola italiana ha toccato un picco storico, avvicinandosi al miliardo di euro. La Puglia si conferma leader indiscussa, contribuendo per oltre la metà del valore totale. Le varietà senza semi guidano la crescita, conquistando mercati nazionali e internazionali.

Crescita record per l'esportazione di uva

Le vendite di uva da tavola all'estero hanno registrato un successo senza precedenti. La campagna conclusasi ha visto il settore ortofrutticolo italiano raggiungere un valore di quasi 973 milioni di euro. Questo risultato posiziona l'uva come secondo pilastro dell'ortofrutta nazionale, subito dopo le mele. L'incremento è stato trainato in particolare dalle varietà prive di semi, sempre più apprezzate dai consumatori globali.

La performance positiva sottolinea la qualità e la competitività del prodotto italiano sui mercati internazionali. Questo traguardo rappresenta un segnale incoraggiante per l'intera filiera agricola del paese. Le esportazioni hanno beneficiato di una domanda sostenuta e di una produzione costante.

La Puglia protagonista indiscussa dell'export

La Puglia si conferma la regione leader in Italia per la produzione ed esportazione di uva da tavola. La regione contribuisce per circa il 60% del valore totale delle vendite all'estero. Questi dati sono stati presentati durante la quarta edizione dell'evento 'Regina di Puglia', organizzato dal Comune di Noicattaro, nell'area barese. L'iniziativa ha visto il supporto della rete 'Le Terre dell'Uva', che include anche i comuni di Rutigliano, Mola di Bari, Casamassima, Castellaneta, Adelfia e Polignano a Mare.

L'obiettivo della manifestazione è stato quello di valorizzare e promuovere la produzione locale. L'evento ha attirato l'interesse di buyer provenienti da otto nazioni europee e dagli Emirati Arabi. Hanno partecipato anche importatori da Olanda e Svezia, oltre alle principali catene della Grande Distribuzione Organizzata. La presenza di operatori internazionali evidenzia l'importanza strategica del settore.

Le varietà senza semi guidano il successo

Il successo dell'export è attribuito alla continuità produttiva di due importanti aree: la Sicilia, attiva da maggio a giugno con il 39% del mercato, e la Puglia, che con il 55% delle superfici coltivate, garantisce la disponibilità del prodotto fino all'inizio dell'inverno. Le province pugliesi di Bari, Taranto e Bat sono i principali centri di produzione.

A trainare la crescita sono le varietà di uva senza semi. Queste sono sempre più diffuse in Puglia e molto richieste dai consumatori. L'analista Mario Schiano Lo Moriello, basandosi sui dati Ismea Niq, ha evidenziato come questa preferenza sia particolarmente marcata nelle famiglie italiane con figli sotto i 16 anni, la cosiddetta 'generazione alfa', e nelle regioni del Nord Italia. Sebbene manchino dati precisi, una stima di un'associazione pugliese indica che in Puglia la produzione di uva senza semi ha superato quella tradizionale sia per superficie che per quantità.

Molto promettente è anche l'Indicazione Geografica Protetta (IGP) 'Uva di Puglia'. Questo marchio, tra le tre uve a denominazione d'origine a livello nazionale, ha ancora numeri contenuti. Tuttavia, secondo l'analista, merita di entrare nella top 10 dei prodotti ortofrutticoli a denominazione d'origine. L'IGP rappresenta un valore aggiunto per il territorio e un potenziale di crescita futura.