Cronaca

Femminicidio Iris Setti: difesa chiede infermità mentale

11 marzo 2026, 20:30 2 min di lettura
Femminicidio Iris Setti: difesa chiede infermità mentale Immagine da Wikimedia Commons Rovereto
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Processo per l'omicidio di Iris Setti

La difesa di Chukwuka Nweke, imputato per l'omicidio di Iris Setti, ha sollevato dubbi sulla sua capacità di intendere e volere al momento del tragico evento. L'avvocato Andrea Tomasi ha presentato la sua arringa sostenendo che Nweke fosse in uno stato di totale alterazione.

Durante l'udienza, il pubblico ministero aveva precedentemente richiesto l'ergastolo per il 38enne, descrivendo l'aggressione come di «una violenza inaudita». La difesa ha replicato definendo l'atto come «unico e anomalo», non riconducibile a categorie comuni di dolo.

Argomentazioni della difesa

L'avvocato Tomasi ha portato a sostegno della sua tesi il resoconto dell'uso del taser su Nweke da parte delle forze dell'ordine, che ha richiesto numerosi interventi per immobilizzarlo. A questo si aggiunge la somministrazione di sedativi, non solo la sera dei fatti ma anche durante la detenzione in carcere.

Questi elementi, secondo la difesa, dimostrerebbero che l'imputato non versasse in condizioni normali. L'avvocato ha contestato le perizie psichiatriche, pur riconoscendo il suo assistito come «socialmente pericoloso».

Prospettive future per l'imputato

L'avvocato Tomasi ha evidenziato come il destino di Nweke sia segnato, indipendentemente dalla decisione della corte. Sia che venga riconosciuto capace di intendere e volere, sia che venga dichiarato incapace, l'esito sarà un lungo periodo di detenzione, in carcere o in una struttura Rems (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

La difesa, che opera pro bono, ha sottolineato che in ogni caso Nweke non tornerà libero. L'imputato, che aveva manifestato l'intenzione di rilasciare dichiarazioni spontanee, non era presente in aula al momento dell'arringa difensiva.

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