Cronaca

Dana Rovereto: operai in presidio contro la delocalizzazione

12 marzo 2026, 20:46 2 min di lettura
Dana Rovereto: operai in presidio contro la delocalizzazione Immagine da Wikimedia Commons Rovereto
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Protesta operai Dana a Rovereto

Giornata di mobilitazione per i lavoratori della Dana a Rovereto. I dipendenti hanno organizzato un presidio di protesta fuori dallo stabilimento per esprimere la loro forte preoccupazione riguardo alla possibile delocalizzazione di parte della produzione in Messico. La decisione aziendale, secondo i sindacati, potrebbe portare a una significativa riduzione della capacità produttiva dello stabilimento roveretano, stimata tra il 20% e il 40%.

La mobilitazione coinvolge anche il sito di Arco, dove si prevede una contrazione produttiva del 10%. Questa situazione si inserisce in un contesto di mercato europeo in contrazione, che già vede una diminuzione delle commesse. I lavoratori temono che la delocalizzazione possa avere ripercussioni negative sulla tenuta complessiva dell'occupazione.

Mancanza di garanzie sul futuro

La rappresentanza sindacale unitaria (RSU) ha richiesto all'azienda chiarimenti sul futuro dello stabilimento, ma finora non sono giunte rassicurazioni concrete. La direzione di Dana ha infatti rifiutato di fornire impegni scritti riguardo al mantenimento dei livelli occupazionali e alla gestione della delocalizzazione. La situazione è aggravata dal blocco del confronto per il rinnovo del contratto integrativo.

L'azienda ha comunicato la propria indisponibilità a negoziare garanzie occupazionali, riduzione della precarietà o aumenti salariali legati alle parti fisse della retribuzione. Questo avviene nonostante i risultati economici positivi registrati da Dana, con quasi 100 milioni di euro di utile netto nell'ultimo anno e la distribuzione di circa 200 milioni di euro di dividendi agli azionisti.

Richieste contrattuali ignorate

La direzione ha proposto un incremento del premio di risultato, ma i sindacati lo ritengono insufficiente per compensare la perdita di potere d'acquisto dei salari. Le richieste dei lavoratori per un miglioramento delle condizioni contrattuali, inclusa la riduzione della precarietà, sono rimaste inascoltate. La RSU ha annunciato che ulteriori iniziative di protesta sono in programma nei prossimi giorni per sensibilizzare l'opinione pubblica e ottenere risposte concrete dall'azienda.

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