Cronaca

Dana Rovereto: operai in presidio contro delocalizzazione

11 marzo 2026, 20:45 2 min di lettura
Dana Rovereto: operai in presidio contro delocalizzazione Immagine da Wikimedia Commons Rovereto
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Protesta operai Dana per futuro occupazionale

Centinaia di operai della Dana sono scesi in presidio questa mattina, lunedì 10 dicembre 2024, davanti allo stabilimento di Rovereto. La mobilitazione, estesa anche al sito di Arco, è nata dalla crescente preoccupazione per la possibile delocalizzazione di parte della produzione in Messico e dal rifiuto dell'azienda di negoziare sul rinnovo del contratto integrativo.

La Rsu (Rappresentanza Sindacale Unitaria) ha indetto la protesta dopo aver proclamato lo stato di agitazione lo scorso 22 novembre, con la sospensione degli straordinari e della flessibilità. Un altro presidio è previsto nel pomeriggio, sempre a Rovereto, dalle 16 alle 17.

Delocalizzazione in Messico: timori per l'occupazione

Il timore principale dei lavoratori riguarda l'impatto della decisione di trasferire parte della produzione all'estero. Si stima una potenziale riduzione della capacità produttiva del 20-40% per lo stabilimento di Rovereto e del 10% per quello di Arco. In un mercato europeo già in contrazione, questa mossa potrebbe seriamente compromettere la tenuta occupazionale.

Nonostante le richieste di chiarezza sul futuro, l'azienda non ha fornito rassicurazioni concrete. La Rsu lamenta una totale assenza di impegno scritto riguardo alla salvaguardia dei posti di lavoro e alla riduzione della precarietà.

Contratto integrativo, la direzione non cede

Parallelamente alla questione della delocalizzazione, si blocca il confronto per il rinnovo del contratto integrativo. La direzione Dana ha comunicato l'indisponibilità ad aprire trattative su garanzie occupazionali e riduzione della precarietà. Anche gli aumenti salariali richiesti per recuperare il potere d'acquisto sono stati respinti.

I lavoratori sottolineano come, a fronte di quasi 100 milioni di euro di utile netto registrato lo scorso anno e circa 200 milioni distribuiti in dividendi agli azionisti, l'azienda si sia dimostrata disponibile solo a un incremento teorico del premio di risultato, ritenuto insufficiente.

Ulteriori iniziative di protesta in vista

La Rsu ha annunciato che la mobilitazione non si fermerà qui. Sono previste ulteriori iniziative di protesta nei prossimi giorni, qualora l'azienda non dovesse fornire risposte concrete e soddisfacenti alle richieste dei lavoratori. La tensione tra maestranze e direzione rimane alta.

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