Cronaca

Policoro: i cittadini segnalano rischi naturali e antropici

19 marzo 2026, 22:11 5 min di lettura
Policoro: i cittadini segnalano rischi naturali e antropici Immagine generata con AI Rotondella
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A Policoro, l'iniziativa "Sicuri Insieme" raccoglie le preoccupazioni dei cittadini sui pericoli naturali e antropici. L'obiettivo è migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze.

Rischi idraulici e idrogeologici a Policoro

Il progetto "Sicuri Insieme" prosegue il suo cammino a Policoro. L'iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva e sostenuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira a elevare la consapevolezza comunitaria. Si concentra sui pericoli naturali e quelli causati dall'uomo. L'obiettivo è promuovere una partecipazione attiva e informata ai processi di prevenzione. La tappa locale funge da momento di restituzione pubblica. Cittadini e Amministrazione comunale si confrontano sul Piano di Protezione Civile. Questo confronto parte dai contenuti della "Mappa dei Rischi". Tale mappa è stata elaborata grazie alle indicazioni della comunità locale.

Nel territorio di Policoro, i principali rischi naturali segnalati riguardano fenomeni idraulici e idrogeologici. Questi sono legati alle caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino. La presenza di numerosi corsi d'acqua è un fattore determinante. La posizione pianeggiante dell'area espone al rischio di alluvioni ed esondazioni. Questo rischio aumenta in caso di piogge intense e concentrate. Tra le criticità più rilevanti emerge l'esondazione del Fosso Valle. Il tratto interessato è quello tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. In passato, questo fenomeno ha causato notevoli disagi alla viabilità locale. Episodi simili sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni. Nel 1959, l'esondazione di questi fiumi sommerse l'intera piana del Metapontino. L'evento causò undici vittime nella zona di Madonnella.

Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. Questa infrastruttura è considerata strategica per l'approvvigionamento idrico dell'area. Secondo i cittadini, un danneggiamento dell'opera. Questo potrebbe accadere in caso di eventi sismici o criticità strutturali. Le conseguenze per il territorio circostante sarebbero particolarmente gravi. Il territorio della fascia ionica lucana è inoltre interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico. Questi eventi hanno storicamente colpito diversi centri limitrofi. Ne sono un esempio le frane di grande entità. Tra queste si ricordano la frana di Pisticci nel 1688 e quella di Montescaglioso nel 2013. La consapevolezza di questi rischi è fondamentale per la sicurezza dei residenti.

Criticità di origine antropica e inquinamento

Accanto ai rischi naturali, emergono criticità di origine antropica. Queste sono in particolare legate all'inquinamento dei suoli e delle acque. Le preoccupazioni della popolazione si basano anche su rilevazioni effettuate da ARPA Basilicata. Queste hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Tali contaminanti sono attribuiti alle attività industriali storicamente presenti nell'area. Tra queste viene segnalato l'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente, era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante e nella foce del fiume Sinni sono stati rilevati contaminanti.

Ulteriori fattori di pressione ambientale sono rappresentati dalla contaminazione dei suoli e delle acque. Questa è riconducibile alle attività industriali della Val Basento. Si aggiunge l'inquinamento da nitrati. Questo è legato alle colture intensive che caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. La gestione sostenibile delle attività agricole è cruciale. La tutela delle risorse idriche è una priorità per la regione. Le indagini ambientali continue sono necessarie per monitorare la situazione. La collaborazione tra enti di controllo e cittadini è essenziale.

Infine, la comunità segnala la frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera e nelle aree di pineta. Particolarmente interessato è il Bosco Pantano di Policoro. La vicinanza di questi eventi ai centri abitati espone la popolazione ai fumi e alle polveri generate dagli incendi. La prevenzione degli incendi boschivi è un tema centrale. Le campagne di sensibilizzazione sono importanti. La collaborazione tra cittadini e corpi di vigilanza è fondamentale per la sicurezza. La rapida segnalazione di focolai può fare la differenza.

Il ruolo della comunità e delle istituzioni

«Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze. Durante l'appuntamento tenutosi presso la Sala del Consiglio comunale, presenti anche le studentesse, gli studenti e i docenti accompagnatori dell'Istituto di istruzione superiore Policoro, si è sviluppato un confronto ampio e proficuo. Ringraziamo sentitamente l'Amministrazione di Policoro per la disponibilità fornita e per la partecipazione attiva e competente messa a disposizione dei lavori della mattinata», dichiara Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata. La sua testimonianza sottolinea l'importanza del dialogo.

La "Mappa dei Rischi" restituisce un quadro articolato delle vulnerabilità che interessano il territorio di Policoro. Evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. È necessario potenziare il monitoraggio ambientale. Fondamentale è anche migliorare la conoscenza dei rischi da parte della comunità locale. Il contesto nazionale in cui si inserisce l'iniziativa è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi. Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, da maggio 2012 a marzo 2023 lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Nove hanno riguardato eventi sismici o vulcanici.

Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva ribadisce il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni. Questa sinergia è una risorsa fondamentale per favorire la sicurezza e la salute collettiva. Dichiara Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell'Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva: «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo. È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte. Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini. Essi debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono. Devono richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze. Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un'opzione, ma un'esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo». L'appello è chiaro: agire ora.

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