Un imprenditore calabrese, ritenuto affiliato alla cosca Bellocco, è stato colpito da un provvedimento di confisca di beni per circa 200mila euro e obbligo di soggiorno. La decisione è stata presa dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria.
Sorveglianza speciale e confisca beni per imprenditore
Le forze dell'ordine hanno eseguito un'importante misura di prevenzione. La Guardia di Finanza, con il supporto dello Scico, ha agito su disposizione della Corte d'Appello di Reggio Calabria. L'operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia locale. Il provvedimento prevede la sorveglianza speciale per Francesco Morano, noto come "Gianfranco".
L'imprenditore dovrà rispettare l'obbligo di soggiorno nel suo comune di residenza per un periodo di 4 anni. Inoltre, è stata disposta la confisca di beni per un valore complessivo stimato in circa 200 mila euro. Morano è considerato un figura chiave nel narcotraffico e nell'usura.
Le indagini lo collegano strettamente alla potente cosca "Bellocco" di Rosarno. La sua vicinanza a questa organizzazione criminale è emersa chiaramente durante le diverse fasi investigative. La confisca dei beni rappresenta un duro colpo alle sue attività illecite.
Patrimonio sotto sequestro dopo ricorso in Cassazione
Il patrimonio di Morano era già stato oggetto di precedenti provvedimenti di confisca. Le Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d'Appello di Reggio Calabria avevano già disposto sequestri in primo e secondo grado. Contro la sentenza di secondo grado, era stato presentato un ricorso alla Corte di Cassazione.
Tuttavia, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato integralmente le conclusioni raggiunte dalla Guardia di Finanza. La ricostruzione patrimoniale effettuata dalle forze dell'ordine è stata quindi validata a livello definitivo.
Le osservazioni formulate dalla Guardia di Finanza hanno trovato pieno accoglimento. Questo ha portato alla ratifica della confisca dei beni. La decisione finale sottolinea la solidità delle prove raccolte contro l'imprenditore.
Operazioni antidroga e usura: il ruolo di Morano
La figura di Francesco Morano, originario di Taurianova, è emersa in diverse operazioni di polizia. Secondo le indagini, il suo coinvolgimento sarebbe emerso nell'ambito delle operazioni "Magma", "Erba di Grace" e "Buenaventura". Queste inchieste sono state condotte dal Gico di Reggio Calabria e Firenze.
L'operazione "Magma", conclusasi nel novembre 2019, ha portato all'esecuzione di 45 provvedimenti cautelari. In quel contesto, Morano è stato condannato per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La sua condanna ha evidenziato il suo ruolo nel traffico di droga.
Successivamente, nell'ambito dell'inchiesta "Erba di Grace", è stato condannato in secondo grado a 4 anni per lo stesso reato. Nel processo "Buenaventura", invece, ha ricevuto una condanna in primo grado a 8 anni. Queste sentenze delineano un quadro di attività criminali continue e diversificate.
Manovre estorsive e tassi di interesse usurari
Morano avrebbe anche messo in atto manovre estorsive. Queste azioni sarebbero state aggravate dal metodo mafioso. L'obiettivo era il recupero di un credito usuraio. La vittima era un altro imprenditore del senese, attivo nel settore tessile.
A questo imprenditore erano stati applicati tassi di interesse annuali estremamente elevati. Si parla di oltre il 66% su base annua. Questa pratica usuraria ha portato la DDA di Reggio Calabria a collaborare con quella di Firenze.
Le due direzioni distrettuali hanno delegato i finanzieri del Gico a condurre indagini economiche e patrimoniali. Da queste indagini è emerso che il valore dei beni posseduti da Morano risultava sproporzionato. La sua capacità reddituale non giustificava tale patrimonio.
Beni confiscati: un quadro completo
Il sequestro ha riguardato diversi beni riconducibili a Francesco Morano. Tra questi figura una ditta individuale con il relativo patrimonio aziendale. All'interno del patrimonio aziendale è stata sequestrata anche un'imbarcazione destinata alla pesca, lunga circa 16 metri.
Sono stati confiscati anche tre autoveicoli, un fabbricato e diverse disponibilità finanziarie. L'insieme dei beni sequestrati evidenzia la vastità delle attività economiche, sia lecite che illecite, gestite dall'imprenditore. La confisca mira a privare le organizzazioni criminali delle risorse economiche.
Le operazioni congiunte tra le diverse procure e i comandi provinciali della Guardia di Finanza dimostrano un impegno costante nella lotta alla criminalità organizzata. La confisca di beni è uno strumento fondamentale per colpire il potere economico delle cosche.
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