Vittorio Storaro riceverà un premio speciale ai David di Donatello per il suo contributo alla cinematografia. Il maestro della fotografia condivide la sua ispirazione da Caravaggio e i suoi futuri progetti.
La luce come linguaggio narrativo
Vittorio Storaro, figura iconica della fotografia cinematografica, sarà insignito del Premio Speciale Cinecittà David 71. La cerimonia si terrà mercoledì 6 maggio. Il riconoscimento celebra una carriera di oltre 60 anni. Storaro ha trasformato la luce in un elemento narrativo fondamentale. Ha collaborato con registi di fama mondiale. Tra questi figurano Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola e Woody Allen.
«Questo premio ha un valore simbolico e umano profondo per me», ha dichiarato Storaro all'ANSA. È grato per questo riconoscimento italiano. Arriva dopo numerosi premi internazionali, inclusi tre Oscar. Questi ultimi sono stati vinti per film come 'Apocalypse Now' e 'L'Ultimo Imperatore'. Nonostante i successi esteri, il premio nazionale assume un significato più intimo.
I primi passi a Cinecittà e la lezione di Caravaggio
Storaro ha ricordato i suoi esordi a Cinecittà. Qui ha contribuito a opere che hanno innovato il linguaggio cinematografico. Cita in particolare 'Il Conformista' di Bernardo Bertolucci. Ogni film girato negli studi romani ha segnato una tappa cruciale nella sua ricerca. La sua indagine si è concentrata sulla luce come mezzo espressivo.
Nato a Roma nel 1940, Storaro è figlio di un proiezionista. Ha iniziato a studiare fotografia all'età di 11 anni. La sua formazione è proseguita al Centro Sperimentale. Inizialmente credeva di possedere tutti gli strumenti necessari. La vera svolta è avvenuta incontrando l'opera di Caravaggio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Questo incontro ha rappresentato una rivelazione. Ha intensificato i suoi studi sul rapporto tra luce e ombra. Ha compreso che non si tratta solo di tecnica, ma di un vero e proprio linguaggio narrativo. La lezione fondamentale è che la luce non serve solo a illuminare, ma a raccontare storie. Permette di dare forma alle emozioni e al significato di una scena.
Nuovi progetti e il desiderio di raccontare l'infanzia di Gesù
Storaro riceve il premio nell'anno del 50° anniversario di 'Novecento'. Questo film ha rappresentato per lui un viaggio unico. Ha seguito il ritmo delle stagioni, esplorando il tempo naturale. Attualmente, Storaro sta lavorando a due nuovi progetti. Entrambi sono legati dalla ricerca sul senso dell'immagine e della luce.
Il primo è un docufilm intitolato 'Storaro'. Questo progetto è un momento di riflessione sul suo percorso artistico. Non ha intenti celebrativi, ma mira a condividere la sua esperienza. È prodotto dalla sua società, StoraroArt, e da Piano B Produzioni.
Il secondo progetto è 'Il meraviglioso viaggio del piccolo Messia'. L'idea nasce da un'immagine che lo ha colpito da bambino: una pittura dell'Annunciazione. La figura del piccolo Gesù si è sedimentata nella sua memoria visiva. Ha dedicato anni a studiare rappresentazioni dell'infanzia di Gesù. Questa indagine iconografica ed emotiva vorrebbe trasformarla in un film. La sceneggiatura iniziale si è evoluta in un romanzo. Tuttavia, il desiderio di portarla sullo schermo rimane forte. Storaro auspica di concludere la sua carriera realizzando questo film, circondato dalle eccellenze italiane.
Domande frequenti
Chi è Vittorio Storaro?
Vittorio Storaro è un celebre direttore della fotografia italiano, vincitore di tre premi Oscar, noto per il suo uso innovativo della luce nel cinema.
Quale premio riceverà Storaro?
Vittorio Storaro riceverà il Premio Speciale Cinecittà David 71 ai David di Donatello.