Nuove indagini sono state disposte dal tribunale di Villafranca riguardo l'aggressione subita dal veterinario Francesco Burlini. Il processo per tentato omicidio contro Stefan Janeba è stato rinviato per acquisire ulteriori prove e sentire nuovi testimoni.
Nuovi elementi per il processo
Il collegio giudicante ha richiesto approfondimenti cruciali. Verranno acquisite mappe dettagliate del campeggio e fotografie delle aree di sosta. Si dovrà anche definire la distanza esatta tra il luogo del ritrovamento di Burlini e una tettoia presente nella proprietà. Questi elementi verranno segnati su una mappa per una migliore comprensione della scena. La difesa ha sollevato dubbi sulla completezza delle indagini iniziali.
Il giudice ha disposto l'esame dei tabulati telefonici di due persone residenti nel campeggio. L'obiettivo è ricostruire gli spostamenti e le comunicazioni avvenute nell'arco temporale dell'arrivo di Burlini. Questo intervallo di tempo è stato fissato tra le 10:30 e le 11:10 del giorno dell'aggressione. Le persone coinvolte saranno ascoltate in aula il prossimo 14 maggio.
Ulteriori richieste del collegio riguardano il pubblico ministero Alberto Sergi. Si chiede di acquisire le cartelle cliniche di un amico dell'imputato. Sarà necessario verificare gli spostamenti di quest'ultimo nella mattinata del 6 maggio 2024. È importante anche accertare l'accesso di Janeba alla mensa della Caritas.
La testimonianza del fratello
Il fratello della persona offesa, presente in aula con la madre, ha fornito la sua testimonianza. Ha descritto il ritrovamento di Francesco Burlini riverso a terra, vicino al suo motorino. Ha spiegato di aver spostato il mezzo per facilitare l'arrivo dei soccorsi. Il motorino è stato posizionato sotto la tettoia, su una zona cementata.
Il testimone ha dichiarato di non aver notato graffi evidenti sul motorino o tracce di trascinamento sul terreno. Ha anche ricordato che un carabiniere gli fece notare la presenza di una macchia di sangue distante dal punto in cui era stato trovato il ferito. Ha inoltre chiarito la gestione del telefono di Burlini, ipotizzando che fosse in possesso della madre.
La difesa ha sollevato obiezioni riguardo alcune prove. Le immagini che ritraevano Janeba con un bastone sono state acquisite solo mesi dopo l'evento. Anche il cambio di abiti da parte dell'imputato è stato contestato. La difesa sostiene che solo pantaloni e scarpe furono cambiati, non la giacca, che non presentava macchie di sangue.
Dubbi sulla ricostruzione
L'avvocato difensore ha evidenziato che Janeba quel giorno era arrivato al cantiere ubriaco. Era stato mandato a casa dal suo datore di lavoro, che aveva parlato con Burlini. L'avvocato ha chiesto scusa ai familiari della vittima per le sue dichiarazioni. Ha sottolineato che ipotesi alternative all'aggressione non sono state approfondite adeguatamente. L'esame dei cellulari dei residenti del campeggio è mancato.
Il ritrovamento del bastone, avvenuto a luglio, è stato messo in discussione. La difesa ritiene che le ricostruzioni presentate dal pubblico ministero e dalla parte civile siano affrettate. Si sono opposti all'acquisizione di alcuni verbali. Il collegio ha tuttavia deciso di ascoltare ulteriori persone come testimoni.
Le prossime tappe
Il processo è stato aggiornato al 14 maggio. In quella data saranno sentiti i due residenti del campeggio i cui tabulati telefonici saranno analizzati. Ulteriori testimonianze e acquisizioni documentali sono attese per fare piena luce sull'episodio. La vicenda continua a suscitare interrogativi sulla dinamica dei fatti e sulle indagini svolte.