Cronaca

Venezia: Catturata a Roma borseggiatrice sfuggita al blitz

20 marzo 2026, 12:32 4 min di lettura
Venezia: Catturata a Roma borseggiatrice sfuggita al blitz Immagine generata con AI Roma
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Una giovane borseggiatrice, ricercata da Venezia, è stata arrestata a Roma. La donna, 22 anni, era sfuggita a un blitz nel novembre 2025. Era considerata una delle più violente del gruppo.

Arresto a Roma per borseggiatrice fuggita da Venezia

Le forze dell'ordine hanno fermato a Roma una giovane di 22 anni. La donna era ricercata dalle autorità di Venezia. Era sfuggita a un'importante operazione di polizia nel novembre del 2025. L'indagine riguardava un gruppo di borseggiatori attivi nella città lagunare. La giovane arrestata era considerata una figura chiave all'interno dell'organizzazione criminale.

Le indagini della Procura di Venezia hanno portato a un blitz nel novembre scorso. Furono emessi 23 provvedimenti cautelari. Questi includevano arresti e divieti di dimora. L'obiettivo era smantellare una rete dedita ai borseggi ai danni di turisti. Molti dei provvedimenti riguardavano donne di nazionalità croata e bosniaca. Erano coinvolti anche i mariti di alcune di loro.

La 22enne arrestata a Roma era tra le sette persone che erano riuscite a sottrarsi all'arresto. La sua pericolosità era nota alle forze dell'ordine. Si dice che non esitasse a usare la violenza. Aggrediva chiunque segnalasse la loro presenza. Provocava anche lesioni fisiche per liberarsi.

Il modus operandi del gruppo di borseggiatori

Il gruppo criminale operava principalmente a Venezia. Prendeva di mira i numerosi turisti presenti nella città. Il loro modus operandi era ben studiato. Utilizzavano tattiche di distrazione per avvicinare le vittime. Una volta individuato il momento opportuno, procedevano con il furto. I beni rubati venivano poi ricettati o riciclati.

Le accuse contestate agli indagati sono molteplici. Includono furto aggravato, violenza e minacce. Sono state mosse anche accuse di lesioni personali. L'indebito utilizzo di carte di credito rubate era un'altra pratica comune. La ricettazione e il riciclaggio dei beni erano fondamentali per il loro giro d'affari. Inoltre, alcune indagate avevano violato il foglio di via obbligatorio.

La Procura di Venezia aveva richiesto misure cautelari severe. Per otto indagate era stata chiesta la custodia in carcere. Altre otto dovevano rispettare il divieto di dimora nel Veneto. Sei persone dovevano rimanere lontane dalla provincia di Venezia. Una misura simile era stata disposta per Genova.

Difficoltà nelle indagini e rintraccio

Le indagini per rintracciare le indagate sono state complesse. Molte di loro non avevano una fissa dimora. Questo rendeva difficile la loro localizzazione. La maggior parte delle donne aveva meno di 27 anni. La più anziana del gruppo aveva 34 anni. Questa giovane età non impediva loro di agire con spietatezza.

Le difficoltà nel rintracciare le ricercate erano notevoli. Tre di loro erano già state arrestate all'estero. Questo dimostra la portata internazionale delle loro attività. La fuga e il tentativo di nascondersi rendevano ogni arresto una piccola vittoria per le forze dell'ordine. La cattura della 22enne a Roma rappresenta un passo importante.

I Carabinieri hanno svolto un ruolo cruciale nell'operazione. Hanno riconosciuto la giovane durante controlli di routine. Questi avvenivano nella zona dell'Eur, nella capitale. La sua presenza a Roma, lontana da Venezia, suggerisce un tentativo di eludere la giustizia. La sua cattura chiude un capitolo importante dell'indagine.

La violenza del gruppo e le conseguenze

La 22enne arrestata era nota per la sua violenza. Le testimonianze raccolte durante le indagini la descrivono come una figura dominante. Non esitava a usare la forza fisica. Questo avveniva sia contro le vittime che contro le complici. Se una complice non seguiva le regole o veniva scoperta, la 22enne interveniva. Le punizioni potevano essere severe.

Questa brutalità rendeva il gruppo particolarmente pericoloso. I turisti si trovavano ad affrontare non solo il rischio di furto. Ma anche quello di aggressioni fisiche. Le lesioni personali erano una conseguenza frequente. La violenza era usata come deterrente. Serviva a mantenere il controllo all'interno del gruppo. E a intimidire chiunque potesse ostacolarle.

L'arresto della 22enne a Roma è il risultato di un lavoro investigativo meticoloso. I Carabinieri hanno dimostrato grande professionalità. Hanno individuato la ricercata nonostante i tentativi di nascondersi. La sua cattura contribuisce a restituire un senso di sicurezza ai cittadini e ai turisti. Soprattutto in una città come Venezia, così vulnerabile a questo tipo di crimini.

Le autorità continuano a monitorare la situazione. L'obiettivo è assicurare alla giustizia tutti i membri del gruppo. La lotta contro i borseggi e la criminalità organizzata è una priorità. Specialmente in aree ad alta affluenza turistica. La collaborazione tra diverse procure e forze dell'ordine è fondamentale. Come dimostra questo caso, che ha visto un'operazione congiunta tra Venezia e Roma.

La notizia dell'arresto è stata diffusa dall'ANSA. La fonte conferma l'importanza dell'operazione. La cattura della giovane rappresenta un successo per le forze dell'ordine. E un monito per chiunque pensi di poter delinquere impunemente. La giustizia, anche se a volte lenta, arriva.

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