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La Giunta regionale del Veneto ha approvato una nuova legge per il settore commerciale. La normativa mira a semplificare le procedure, sostenere i piccoli negozi e promuovere uno sviluppo più equilibrato.

Semplificazione e sostegno al commercio di vicinato

La Giunta regionale ha dato il via libera unanime a un nuovo disegno di legge. La normativa, intitolata "Disciplina del settore commercio nella Regione del Veneto", è una delle prime riforme organiche. L'obiettivo è modernizzare il sistema economico veneto.

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, ha sottolineato l'importanza della riforma. "Avviamo una riorganizzazione strategica del commercio veneto", ha dichiarato. La legge mette ordine in una normativa frammentata. Risponde alle profonde trasformazioni del settore.

Negli ultimi anni si è registrata una contrazione delle imprese commerciali. Questo è avvenuto soprattutto nei centri storici. L'e-commerce e le grandi catene sono invece cresciuti. Era necessario un intervento per riequilibrare il sistema. Bisognava sostenere il commercio di prossimità.

Questo tipo di commercio è un presidio economico e sociale. È fondamentale per i territori veneti. "Difendere i negozi di vicinato significa difendere la vita dei centri storici", ha aggiunto Bitonci. Significa proteggere il lavoro artigiano e le relazioni umane. Sostiene l'economia reale che unisce le comunità.

Nuove regole per medie e grandi strutture

La nuova legge punta sulla semplificazione amministrativa. Rafforza il ruolo del Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive). Amplia l'utilizzo della Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Questo facilita l'attività delle imprese e riduce i tempi burocratici.

Vengono introdotti strumenti più incisivi. Servono a governare lo sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita. Le medie strutture saranno limitate a soli 400 mq. Questo rappresenta un cambio di passo importante.

Per le strutture fuori dai centri storici, si estendono gli oneri di sostenibilità. I Comuni dovranno pianificare le aree idonee. Si escludono in modo chiaro le zone produttive. Questo supera ambiguità interpretative passate. L'obiettivo è supportare i centri storici.

I centri storici hanno perso attività e vitalità. La legge vuole riportare commercio e servizi nei cuori delle città. Si contrasta la desertificazione e il degrado urbano. Si incentiva il contenimento del consumo di suolo. Si privilegia il recupero di aree dismesse e degradate.

Incentivi per hobbisti e liberalizzazione edicole

La normativa valorizza anche gli hobbisti. I Comuni potranno istituire mercatini dell'antiquariato e collezionismo. Le giornate annue per i non professionisti aumentano da 6 a 10. Questo offre nuove opportunità per la vendita di prodotti unici.

C'è inoltre la liberalizzazione delle edicole. Non vengono introdotti nuovi vincoli. I punti vendita potranno continuare a diversificare l'offerta. Potranno accedere alle misure di sostegno del commercio tradizionale. Questo garantisce flessibilità e nuove possibilità di business.

Un passaggio cruciale riguarda la somministrazione non assistita. È permessa nei negozi di vicinato. Si tratta di servizio in piedi, senza sedute. Non è prevista cucina espressa, ma solo prodotti pronti. Deve prevalere l'attività principale del negozio.

La riforma è sostenuta da 10 milioni di euro per il 2026. Sono previsti ulteriori stanziamenti per i distretti del commercio. Vengono finanziate anche le attività storiche e il commercio di prossimità. Questi fondi mirano a dare un impulso concreto al settore.

Transizione energetica e stazioni di servizio

Un capitolo importante è dedicato alla transizione energetica. Riguarda la rete distributiva dei carburanti. Le stazioni di servizio diventano veri e propri hub di servizi alla mobilità. Questo le trasforma in punti strategici per l'innovazione.

Per il commercio all'ingrosso, viene introdotta la comunicazione unica. Questa va fatta al Suap e alla Camera di Commercio. Il solo requisito richiesto è l'onorabilità. Questo semplifica ulteriormente le procedure per le imprese.

La legge mira a creare un ecosistema commerciale più resiliente. Supporta le piccole realtà e promuove l'innovazione. L'approvazione unanime sottolinea la condivisione degli obiettivi. La riforma è attesa da anni e risponde a esigenze concrete.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore a breve. Si attendono i decreti attuativi per i dettagli. La regione Veneto si conferma attenta alle dinamiche economiche. Vuole sostenere le imprese e i cittadini.