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L'Osservatorio regionale sulla legalità in Valle d'Aosta espande le sue funzioni per includere la lotta al lavoro irregolare, alla corruzione e al riciclaggio. La riforma è stata approvata con un ampio consenso in Consiglio Valle.

Nuove competenze per l'Osservatorio legalità

Le attività dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e la criminalità organizzata vedono un ampliamento significativo. La nuova normativa, approvata con un ampio consenso dal Consiglio Valle, introduce nuove aree di intervento. L'organismo si occuperà ora attivamente di contrastare il lavoro irregolare. Verranno affrontati anche i fenomeni di corruzione diffusa. Si estende inoltre l'azione contro le attività di riciclaggio di denaro sporco.

La decisione è stata presa con una votazione che ha visto 29 voti favorevoli. Hanno espresso sostegno i gruppi Uv, Ca, Fi, FdI, Lega VdA, La Renaissance e AdC. Si è registrata una minoranza contraria, con 5 voti provenienti da Pd-Fp e Avs. Questa maggioranza sottolinea un orientamento condiviso verso un rafforzamento degli strumenti di controllo sul territorio.

Percorso legislativo e modifiche proposte

La proposta legislativa originaria è stata presentata dall'ufficio di Presidenza. I membri erano Stefano Aggravi, Loredana Petey, Massimo Lattanzi, Laurent Viérin e Corrado Bellora. Successivamente, il testo è stato oggetto di revisioni. La prima Commissione 'Istituzioni e Autonomia' ha apportato modifiche sostanziali. Queste revisioni sono il risultato di un dialogo costruttivo tra i diversi gruppi consiliari. L'obiettivo era affinare la proposta per renderla più efficace sul campo.

Le modifiche introdotte mirano a integrare diverse figure e realtà nel funzionamento dell'Osservatorio. Saranno inclusi gli assessori con deleghe all'istruzione e alle politiche sociali. La loro partecipazione porterà una prospettiva più ampia. Si rafforza anche la presenza di associazioni attive sul territorio. Accanto a quelle storicamente impegnate contro la mafia, l'usura e il racket, si aggiungono le associazioni ambientaliste. Questo amplia il raggio d'azione a tematiche ambientali cruciali.

Rafforzamento dei collegamenti e nuove risorse

Un aspetto fondamentale della riforma riguarda il potenziamento dei collegamenti con altri organismi istituzionali. Si prevede una maggiore interazione con tavoli di lavoro esistenti. L'obiettivo è creare una rete più sinergica. Sarà possibile attivare consulenze specialistiche su vari fronti. Verranno stipulati protocolli d'intesa con università e centri di ricerca. Questo permetterà di accedere a competenze scientifiche avanzate. Superato il precedente Comitato tecnico, si punta a un approccio più moderno e flessibile. A partire dal 2026, verranno destinati 30 mila euro annuali. Questi fondi serviranno per attività di formazione. Saranno impiegati anche per iniziative di sensibilizzazione pubblica. Infine, supporteranno il lavoro tecnico-scientifico dell'Osservatorio.

Obiettivi strategici della riforma

La relatrice della riforma, Loredana Petey (Uv), ha delineato i tre obiettivi principali che guidano questa evoluzione. Il primo è il rafforzamento della rappresentatività dell'Osservatorio. Si punta a una maggiore inclusione di voci e competenze. Parallelamente, si mira a consolidare la rete territoriale. Questo significa aumentare la presenza e l'efficacia dell'azione sui diversi comuni. Il secondo obiettivo è chiarire le funzioni dell'organismo. Si vuole rendere più operative le sue attività. Questo per evitare sovrapposizioni e massimizzare l'impatto. Il terzo punto fondamentale è rendere più efficace il supporto tecnico, scientifico e metodologico. L'Osservatorio dovrà disporre degli strumenti più adatti per svolgere al meglio il suo compito di vigilanza e prevenzione.