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La Commissione Europea ha stabilito che gli aiuti di Stato concessi agli allevatori della Valle d'Aosta nel 2018 sono illegali. Le somme erogate dovranno essere recuperate.

Aiuti illegali agli allevatori valdostani

La Commissione Europea ha emesso un parere inequivocabile. Gli aiuti di Stato destinati agli allevatori valdostani, erogati nel 2018, sono stati definiti illegali. Questa decisione comporta l'obbligo di recuperare le somme già distribuite. La Corte dei Conti della Valle d'Aosta aveva inoltrato una richiesta di chiarimento lo scorso 5 dicembre. La questione verteva sui contributi contestati, considerati illegalmente concessi da due giunte regionali all'Associazione regionale degli allevatori valdostani.

I giudici contabili avevano chiesto un pronunciamento ufficiale della Commissione Europea. L'obiettivo era valutare la compatibilità con il mercato interno di una parte dei contributi. Questi fondi, destinati ai 'premi genetici', ammontano a quasi 2,9 milioni di euro. La Procura della Corte dei Conti aveva contestato un danno erariale. Il parere della Commissione è stato chiaro: la misura non è stata notificata preventivamente. Questo configura un aiuto di Stato illegale, con conseguente obbligo di recupero.

Contributi che falsano la concorrenza

Il finanziamento in questione era destinato all'Associazione. Serviva a rimborsare agli allevatori i costi sostenuti per l'organizzazione e la partecipazione a concorsi. Erano inclusi anche scambi, fiere ed esposizioni. La Commissione Europea ha evidenziato come tale finanziamento possa falsare la concorrenza. Rafforza, infatti, la posizione competitiva dei beneficiari. Il regime di aiuti riguarda settori e imprese che partecipano agli scambi tra Stati membri. Esiste quindi il rischio concreto che l'aiuto possa alterare la concorrenza e incidere negativamente su tali scambi.

Il parere della Commissione spiega dettagliatamente perché questi finanziamenti sono considerati aiuti di Stato illegali. La Regione Valle d'Aosta aveva erogato i fondi all'Associazione regionale degli allevatori. La Commissione sottolinea un punto cruciale: le autorità nazionali devono recuperare attivamente gli aiuti di Stato illegali. Questo obbligo sussiste anche in assenza di una decisione formale della Commissione sulla loro compatibilità con il mercato interno. Al momento, la Commissione non ha ricevuto informazioni su eventuali procedure di recupero avviate dalla Regione Valle d'Aosta o da altre amministrazioni competenti.

Indagini e coinvolgimento delle autorità

Gli accertamenti che hanno portato all'apertura del procedimento presso la Corte dei Conti della Valle d'Aosta sono stati condotti dalla Guardia di finanza. Le indagini hanno portato all'incriminazione di 16 persone. Tra queste figurano figure di spicco della politica regionale. L'attuale presidente della Regione, Renzo Testolin (Uv), il presidente del Consiglio regionale, Stefano Aggravi, la senatrice Nicoletta Spelgatti (Lega), il vice presidente e assessore regionale, Luigi Bertschy, e l'assessore al bilancio, Mauro Baccega. Tutti erano componenti delle due Giunte regionali nel 2018, periodo in cui vennero deliberati gli aiuti ora contestati.

La decisione della Commissione Europea pone un'ombra significativa sulla gestione dei fondi pubblici nella regione. L'obbligo di recupero delle somme erogate rappresenta una sfida per le amministrazioni coinvolte. La Corte dei Conti dovrà ora valutare le conseguenze di questa decisione. Le indagini della Guardia di finanza hanno gettato luce su una complessa vicenda di presunti aiuti di Stato illegali. Il parere della Commissione Europea conferma la gravità della situazione, evidenziando la necessità di trasparenza e correttezza nell'erogazione dei fondi pubblici.