La Commissione Europea ha stabilito che i contributi erogati nel 2018 agli allevatori valdostani sono aiuti di Stato illegali. Le somme dovranno essere recuperate, come richiesto dalla Corte dei Conti regionale.
Aiuti illegali e recupero somme
La Commissione Europea ha emesso un parere inequivocabile. Ha definito illegali gli aiuti di Stato concessi nel 2018 a favore dell'Associazione regionale degli allevatori valdostani. Questo giudizio comporta l'obbligo di recuperare le somme già erogate. La richiesta di chiarimento era giunta dalla Corte dei Conti della Valle d'Aosta. La richiesta era stata presentata il 5 dicembre scorso. Riguardava i contributi contestati per quasi 2,9 milioni di euro. Questi fondi erano destinati ai 'premi genetici'. La procura contabile aveva segnalato un potenziale danno erariale.
Il parere della Commissione Europea è stato chiaro. La misura non è stata notificata preventivamente. Per questo motivo, configura un aiuto di Stato illegale. La conseguenza diretta è l'obbligo di recupero. La Guardia di finanza aveva condotto gli accertamenti iniziali. Questi avevano portato all'avvio del procedimento presso la Corte dei Conti.
Coinvolgimento delle istituzioni locali
La procura della Corte dei Conti ha citato in giudizio 16 persone. Tra queste figurano figure di spicco della politica regionale. L'attuale presidente della Regione, Renzo Testolin (Uv), è tra gli imputati. Anche il presidente del Consiglio regionale, Stefano Aggravi, è coinvolto. La senatrice Nicoletta Spelgatti (Lega) figura nell'elenco. Sono citati anche il vice presidente e assessore, Luigi Bertschy. Infine, l'assessore al bilancio, Mauro Baccega. Tutti erano componenti delle due Giunte regionali che nel 2018 deliberarono gli aiuti ora contestati.
Il finanziamento era destinato all'Associazione. Serviva a rimborsare agli allevatori i costi sostenuti. Questi costi riguardavano l'organizzazione e la partecipazione a concorsi. Erano inclusi anche scambi, fiere ed esposizioni. Gli agricoltori della Regione erano i beneficiari finali.
Impatto sulla concorrenza e scambi commerciali
La Commissione Europea ha spiegato le ragioni del suo giudizio. Il finanziamento è considerato in grado di falsare la concorrenza. Rafforza infatti la posizione competitiva dei beneficiari. La misura riguarda settori e imprese che partecipano agli scambi tra Stati membri. Esiste quindi il rischio concreto che l'aiuto possa alterare la concorrenza. Potrebbe anche incidere negativamente su tali scambi commerciali.
Nel parere si sottolinea un aspetto cruciale. Le autorità nazionali hanno il dovere di recuperare proattivamente gli aiuti di Stato illegali. Questo obbligo sussiste anche in assenza di una decisione specifica della Commissione. Tale decisione riguarderebbe la compatibilità degli aiuti con il mercato interno. La Commissione ha dichiarato di non essere a conoscenza di procedimenti di recupero in corso. Questi dovrebbero essere avviati dalla Regione Valle d'Aosta o da altre amministrazioni competenti. L'obiettivo è recuperare i fondi dai beneficiari degli aiuti illegali.