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L'istituzione dell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) per la gestione delle risorse idriche in Valcamonica sta procedendo rapidamente. Tuttavia, un ex amministratore locale solleva serie preoccupazioni riguardo ai costi futuri per i cittadini e all'efficacia della nuova struttura.

Approvazione dell'Ato idrico in Valcamonica

L'assemblea della Comunità Montana ha discusso la futura integrazione dei comuni nel nuovo ATO della Valcamonica. L'obiettivo è unificare la gestione del servizio idrico integrato. I sindaci dovranno approvare la proposta di adesione entro la fine del mese corrente. Successivamente, si chiederà ai comuni serviti da Acque Bresciane di unirsi al nuovo ambito.

La decisione riguarda gli 11 comuni che attualmente si affidano ad Acque Bresciane. L'integrazione mira a ottimizzare la gestione delle risorse idriche nella zona. Questo passaggio segna un'accelerazione nel processo di creazione dell'ATO.

Critiche sulla gestione e sui costi

Non tutti condividono l'entusiasmo per questo progetto. Franco Gelfi, ex sindaco di Cividate e consigliere comunale, esprime forti riserve. Egli ritiene che la gestione dell'acqua in Valcamonica sia intrinsecamente più costosa rispetto ad altre aree. Le sue affermazioni si basano su uno studio del Politecnico di Milano.

Secondo Gelfi, nei prossimi cinque anni si prevedono aumenti graduali delle bollette. Questi saranno parzialmente compensati da contributi della Comunità Montana e del BIM. Tali risorse, pari a oltre 20 milioni di euro, non verrebbero impiegate per servizi essenziali come scuole o strade. Verranno invece destinate a coprire costi aggiuntivi ritenuti superflui.

L'ex amministratore evidenzia un dato allarmante: entro il 2033, una famiglia che oggi paga 100 euro per l'acqua potrebbe arrivare a versare 416 euro. Un incremento del 316%. Questo scenario preoccupa molti residenti.

Dubbi sull'efficacia e sulla manutenzione

Franco Gelfi solleva ulteriori dubbi sull'efficacia della nuova struttura. Critica la creazione di un nuovo ente che potrebbe risultare più costoso. Sottolinea inoltre la mancanza di garanzie per interventi di manutenzione immediati. L'ex sindaco ipotizza che l'obiettivo sia affidare la gestione alla società di valle, la SIV Srl.

Questa società, a suo dire, mancherebbe di personale qualificato. Alcuni comuni sarebbero stati costretti a rivolgersi ad Acque Bresciane (AB) a causa di disservizi continui. AB è una società esperta con tecnici e mezzi adeguati, capace di garantire interventi tempestivi.

Gelfi ha condotto un'analisi economico-finanziaria dettagliata. Afferma che i dati sono chiari e accessibili a tutti. La sua posizione è ferma: la creazione dell'ATO idrico in Valcamonica potrebbe comportare maggiori spese senza garantire miglioramenti tangibili.

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