L'istituzione dell'Ambito Territoriale Ottimale (Ato) per la gestione dell'acqua in Valcamonica subisce un'accelerazione. Nonostante l'approvazione imminente da parte dei sindaci, emergono forti perplessità riguardo ai costi futuri e alla gestione del servizio idrico integrato.
Nuovo ambito per la gestione idrica
La gestione delle risorse idriche in Valcamonica si prepara a un cambiamento significativo. Un'assemblea della Comunità Montana è stata convocata per discutere l'integrazione dei comuni nel nuovo Ambito Territoriale Ottimale (Ato) della Valcamonica. L'obiettivo è unificare la gestione del servizio idrico integrato.
I sindaci dovranno esprimersi entro la fine del mese. L'adesione al nuovo ambito è vista come un passo necessario. Questo permetterà di definire criteri e condizioni per il futuro. Si punta a un piano economico-finanziario condiviso.
L'intesa riguarda gli 11 comuni che attualmente si affidano ad Acque Bresciane. La proposta mira a centralizzare le decisioni e gli investimenti. Questo dovrebbe portare a una gestione più efficiente.
Critiche e dubbi sulla proposta
Tuttavia, l'operazione non convince tutti. Franco Gelfi, ex sindaco di Cividate e consigliere comunale, solleva serie obiezioni. Egli sostiene che la gestione dell'acqua in Valcamonica sia intrinsecamente più costosa rispetto ad altre aree. Le sue affermazioni si basano su studi condotti dal Politecnico di Milano.
Gelfi evidenzia un potenziale aumento delle bollette. Prevede che, entro il 2033, una famiglia che paga 100 euro per l'acqua potrebbe arrivare a versarne 416. Questo aumento sarebbe del 316%. L'ex sindaco critica anche l'utilizzo di fondi pubblici. Contributi della Comunità Montana e del Bim, pari a oltre 20 milioni di euro, potrebbero essere impiegati per coprire costi aggiuntivi. Tali risorse, a suo dire, verrebbero sottratte a servizi essenziali come scuole e strade.
I piani di intervento sulle reti idriche, secondo Gelfi, sono posticipati. Nel suo comune, i lavori sono previsti tra il 2036 e il 2055. Questo solleva dubbi sulla tempestività delle manutenzioni. L'ex sindaco si chiede perché creare una nuova struttura che comporterebbe maggiori spese.
Gestione futura e alternative
Franco Gelfi esprime preoccupazione riguardo alla futura gestione. Sospetta che l'obiettivo sia affidare il servizio alla società di valle, la SIV Srl. Egli ritiene che questa società manchi di personale qualificato. Diversi comuni avrebbero già riscontrato disservizi con la SIV Srl. Per questo motivo, si sarebbero rivolti ad Acque Bresciane.
Acque Bresciane è descritta come una società esperta. Possiede tecnici e mezzi adeguati per interventi rapidi. Attualmente gestisce il servizio nel resto della provincia. Gelfi afferma di aver condotto un'analisi economico-finanziaria dettagliata. Sottolinea che i dati sono disponibili per chiunque voglia consultarli. La sua posizione è chiara: i numeri non mentono e suggeriscono un approccio diverso.