La Valcamonica si avvia verso la creazione di un Ambito Territoriale Ottimale (ATO) per la gestione delle risorse idriche. L'iter procede rapidamente, ma emergono forti critiche riguardo ai costi e alla gestione futura.
Adozione dell'ATO idrico in Valcamonica
L'assemblea della Comunità Montana ha fissato un incontro cruciale. L'obiettivo è definire le modalità di integrazione nel programma degli interventi. Si discuterà anche del piano economico-finanziario dell'Ambito di Valle Camonica. Il punto all'ordine del giorno riguarda i comuni che attualmente affidano la gestione idrica ad Acque Bresciane. La riunione si è tenuta il 20 aprile alle 19:30. I sindaci dovranno approvare la proposta di adesione all'ATO. Questo passaggio è previsto entro la fine del mese corrente. Successivamente, si chiederà l'adesione formale. La richiesta sarà rivolta agli 11 comuni coinvolti. Questi comuni gestiscono il ciclo idrico integrato tramite Acque Bresciane.
Critiche sulla nuova gestione idrica
Non tutti vedono di buon occhio questa operazione. Una voce critica importante è quella di Franco Gelfi. Egli è stato sindaco di Cividate per due mandati. È anche ex presidente del Bim. Attualmente è consigliere comunale a Cividate. Gelfi ha preso le distanze dalla maggioranza. Il commercialista evidenzia come uno studio del Politecnico di Milano confermi le sue tesi. Sostiene che la gestione dell'acqua in Valcamonica sia più costosa. La complessità è maggiore rispetto alle zone pianeggianti e più popolate. Questo comporta un esborso economico superiore per la comunità.
Aumenti previsti e critiche sui fondi
Gelfi illustra le proiezioni economiche. Nei prossimi 5 anni sono previsti aumenti graduali delle bollette. Questi saranno parzialmente mitigati da contributi. La Comunità Montana e il Bim dovrebbero fornire circa 20.526.704 euro. L'ex sindaco critica l'uso di queste risorse. Afferma che fondi propri non saranno destinati a scuole, strade o servizi alla persona. Saranno invece utilizzati per coprire costi aggiuntivi ritenuti superflui. La previsione per il 2033 è allarmante. Si stima un aumento del 316%. Una famiglia che oggi paga 100 euro per l'acqua, dal 2033 potrebbe arrivare a versare 416 euro. Questo rappresenta un aggravio significativo per i bilanci familiari.
Dubbi sulla manutenzione e la società di gestione
Ulteriori perplessità riguardano la tempistica degli interventi. Gelfi cita come esempio il suo comune. Il primo intervento sulle reti è previsto tra il 2036 e il 2055. Egli esprime il dubbio di non poter assistere nemmeno al primo intervento. Molti suoi coetanei condividono questa preoccupazione. Sorge la domanda: perché creare una nuova struttura complessa? Una struttura che comporterebbe costi maggiori. Inoltre, non garantirebbe manutenzioni immediate. L'ex sindaco ipotizza una motivazione. Si spererebbe di affidare la gestione alla società di valle, la SIV Srl. Questa società, a suo dire, non dispone di personale qualificato. Alcuni comuni, a causa di disservizi continui, si sono già rivolti ad Ab. Quest'ultima è una società esperta, dotata di tecnici e mezzi. Ab garantisce interventi tempestivi ed è già gestore del servizio nel resto della provincia. Franco Gelfi ha presentato un'analisi economico-finanziaria dettagliata. Sottolinea che i numeri sono chiari e accessibili a tutti per verifica.