L'Università Cattolica investirà 3 milioni di euro per supportare giovani ricercatori. Il nuovo piano strategico mira anche ad aumentare la presenza di studenti internazionali e a rafforzare la collaborazione globale.
Nuovi investimenti per la ricerca e l'innovazione
Sono stati stanziati tre milioni di euro. Questi fondi serviranno a sostenere i giovani ricercatori. Le risorse provengono direttamente dall'ateneo. L'obiettivo è valorizzare il talento emergente. Questo è uno dei punti chiave del nuovo piano strategico. La rettrice Elena Beccalli ha presentato le nuove direttive. La presentazione è avvenuta presso la sede di Roma.
Il piano strategico copre il periodo 2026-2028. Si concentra su diversi aspetti cruciali per il futuro dell'istituzione. La ricerca scientifica è al centro di queste nuove iniziative. Si punta a un potenziamento delle attività di ricerca. Questo dovrebbe portare a risultati di maggiore impatto.
Obiettivi di internazionalizzazione e crescita
Si punta ad un incremento del 24% nella mobilità degli studenti di dottorato. Questo favorirà scambi accademici più ampi. L'ateneo mira a posizionarsi tra le prime 100 università europee. La classifica di riferimento è quella di Qs. Questo obiettivo richiede un impegno costante nell'eccellenza accademica.
Il numero di studenti provenienti dall'estero è destinato a crescere. Si prevede di passare da 2.000 a 3.000 studenti in tre anni. Questo incremento è una priorità strategica. Si vuole aumentare anche gli scambi con l'Africa. L'obiettivo è offrire ai propri studenti esperienze formative uniche. Queste esperienze includono studio e volontariato.
Un approccio collaborativo per il futuro
Il nuovo piano è stato sviluppato con un metodo partecipativo. La collaborazione di tutta la comunità universitaria è stata fondamentale. La co-progettazione e l'ascolto degli interlocutori hanno guidato il processo. Questo approccio garantisce che il futuro dell'ateneo sia condiviso. La rettrice Beccalli ha descritto l'università come un'orchestra. Ogni membro suona in armonia con gli altri. Questo processo è iniziato a luglio dell'anno precedente. Ha coinvolto 34 workshop tematici. Vi hanno partecipato 665 membri della comunità. Sono state raccolte 1.711 risposte a sondaggi online. Sono state presentate 54 proposte progettuali.
La missione istituzionale si basa su tre direttrici principali. La prima è valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit. La seconda è integrare la dimensione di comunità educante con quella di ricerca. La terza è creare un luogo di esperienza del sapere, non solo di trasmissione.
I cinque pilastri del piano strategico
Il Piano Strategico 2026-2028 si articola in cinque pilastri interconnessi. Il primo pilastro istituisce una scuola per l'integrazione dei saperi. Affronterà sfide contemporanee come l'Ia e il cambiamento climatico. Il secondo pilastro si focalizza sulla valorizzazione della ricerca. Si punterà a migliorare la qualità e l'impatto degli studi.
Il terzo pilastro riguarda l'offerta formativa di qualità. Si valorizzerà l'esperienza del sapere negli spazi fisici e digitali. Ci sarà un rinnovamento dei contenuti didattici. Si presterà particolare attenzione agli strumenti dell'Ia. Verranno sviluppati percorsi in collaborazione con la piattaforma internazionale FutureLearn. Il quarto pilastro è dedicato all'internazionalizzazione. L'orientamento sarà ispirato alla solidarietà. Si proseguirà nell'attuazione del Piano Africa. Il quinto pilastro è incentrato sulle attività di fundraising. Si rafforzeranno le relazioni con gli interlocutori esterni. L'obiettivo è sostenere progetti strategici e garantire l'accesso ai corsi per studenti meritevoli ma con difficoltà economiche.