Cultura

Unesco: Italia candida presepe, uve Valpolicella e cibo alpino

19 marzo 2026, 18:48 5 min di lettura
Unesco: Italia candida presepe, uve Valpolicella e cibo alpino Immagine generata con AI Roma
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L'Italia presenta tre nuove candidature all'Unesco per il patrimonio culturale immateriale: il presepe, la tradizione dell'appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino. Le proposte mirano a valorizzare creatività, artigianato, spiritualità e saperi locali.

Patrimonio immateriale: Italia punta su presepe e Valpolicella

La Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha approvato tre nuove proposte. Queste candidature puntano all'iscrizione come patrimonio culturale immateriale. La decisione è giunta su proposta del Ministero della Cultura. Le eccellenze italiane candidate sono il presepe, l'appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino. L'annuncio è stato diffuso tramite una nota ufficiale del Mic.

La proposta relativa al presepe si intitola «Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo». Questa iniziativa intende mettere in risalto la creatività artistica. Verranno valorizzati anche l'artigianato e la spiritualità popolare. Il progetto coinvolge le comunità presepiali italiane. Ci saranno contributi specifici dall'Associazione Italiana Amici del Presepio. Saranno inclusi anche i luoghi simbolo come Greccio e Assisi.

L'iniziativa sul presepe ha una valenza internazionale. L'Italia la promuove insieme a Spagna e Uruguay. L'anno corrente è particolarmente significativo. Ricorrono infatti gli 800 anni dalla morte di san Francesco d'Assisi. Questo legame storico-religioso aggiunge profondità alla candidatura.

Il Ministro della Cultura, Giuli, ha sottolineato l'importanza della tradizione del presepe. L'ha definita «un elemento qualificante della identità culturale italiana». Ha aggiunto che rappresenta «un collante sociale per le nostre comunità». È anche una «testimonianza eccelsa dell'artigianato artistico tradizionale». La sua dichiarazione evidenzia il valore intrinseco e sociale della pratica.

Valpolicella e cibo alpino: candidature multinazionali

Un'altra candidatura di rilievo è «Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella». Questo dossier racconta una tradizione secolare. Si focalizza sull'appassimento delle uve. Descrive il legame profondo tra la comunità locale, il paesaggio vitivinicolo e la cultura produttiva. Il documento è destinato anch'esso alla Lista Rappresentativa del patrimonio immateriale.

La preparazione del dossier è frutto di una stretta collaborazione. Hanno lavorato insieme Snodar, il Consorzio dei vini della Valpolicella e diverse istituzioni accademiche. Questa sinergia garantisce la completezza e la validità scientifica della proposta. La regione Veneto, e in particolare la zona della Valpolicella, vedono così riconosciuto un aspetto fondamentale della loro identità.

L'Italia partecipa anche a una candidatura multinazionale. Si tratta di «Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità». Questa proposta è coordinata dalla Svizzera. Vi partecipano anche Francia e Slovenia. L'obiettivo è l'iscrizione nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia.

L'iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali. Queste pratiche sono radicate nelle comunità delle Alpi. Rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale. Mira alla tutela e alla trasmissione dei saperi locali. Questo progetto sottolinea l'importanza della diversità culturale e delle tradizioni montane.

Il contesto Unesco e l'importanza delle candidature

L'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) ha il compito di salvaguardare il patrimonio culturale mondiale. La Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità riconosce le pratiche, le espressioni, le conoscenze e le abilità. Queste vengono trasmesse di generazione in generazione. Sono fondamentali per l'identità culturale delle comunità.

L'Italia vanta già un ricco elenco di patrimoni immateriali riconosciuti dall'Unesco. Tra questi figurano la dieta mediterranea, la tradizione dell'opera lirica, l'arte dei pizzaiuoli napoletani e la falconeria. Le nuove candidature rafforzano ulteriormente la posizione dell'Italia nel panorama culturale globale. Dimostrano un impegno costante nella preservazione delle proprie tradizioni.

La candidatura del presepe, in particolare, ha radici profonde nella storia italiana. Dalle prime rappresentazioni sacre nel Medioevo, fino alle elaborate scene artigianali di oggi, il presepe è un simbolo di fede, arte e comunità. La sua diffusione in tutta la penisola, con varianti regionali uniche, ne testimonia la vitalità.

La tradizione dell'appassimento delle uve per la produzione di vini pregiati, come l'Amarone e il Recioto della Valpolicella, rappresenta un connubio perfetto tra natura, sapere umano e pazienza. Questo processo, che richiede condizioni climatiche e ambientali specifiche, è un'arte tramandata da secoli.

Il patrimonio alimentare alpino, infine, abbraccia una vasta gamma di saperi legati alla conservazione, alla trasformazione e alla preparazione di cibi. Questi sono adattati agli ambienti montani e alle risorse disponibili. Include tecniche di stagionatura, fermentazione e utilizzo di erbe spontanee. La collaborazione internazionale per la sua salvaguardia è cruciale, data la fragilità degli ecosistemi alpini e la necessità di preservare queste conoscenze.

Impatto culturale ed economico delle candidature

L'eventuale iscrizione di queste tre eccellenze nella lista Unesco porterebbe notevoli benefici. Oltre al riconoscimento internazionale, ci sarebbe un impulso alla valorizzazione turistica e culturale. Le comunità coinvolte beneficerebbero di una maggiore visibilità. Questo potrebbe tradursi in un aumento delle attività economiche legate alle tradizioni.

La promozione di questi saperi a livello globale stimola anche la ricerca e l'innovazione. Permette di studiare le tecniche tradizionali e adattarle alle esigenze contemporanee. La salvaguardia del patrimonio immateriale è quindi un investimento nel futuro. Garantisce la trasmissione di valori e conoscenze essenziali per le generazioni future.

Il Ministero della Cultura, attraverso queste candidature, dimostra una visione strategica. Mira a proteggere e promuovere le diverse sfaccettature dell'identità italiana. Dalla spiritualità popolare all'eccellenza enogastronomica, passando per le tradizioni radicate nel territorio.

La collaborazione con enti locali, consorzi di produttori e associazioni culturali è fondamentale. Essa assicura che le candidature siano solide e ben documentate. Inoltre, promuove un senso di appartenenza e responsabilità nella salvaguardia del patrimonio.

Le prossime fasi prevederanno la valutazione delle candidature da parte dei comitati tecnici dell'Unesco. L'esito finale determinerà l'inclusione di queste preziose tradizioni italiane nel patrimonio immateriale dell'umanità. Un traguardo che celebrerebbe la ricchezza e la diversità culturale del Paese.

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