La presidente dell'Umbria, Stefania Proietti, ha illustrato le strategie regionali per diminuire la mobilità passiva sanitaria. L'obiettivo è migliorare l'efficienza del sistema e ridurre le spese.
Sanità umbra: strategie per la mobilità passiva
L'amministrazione regionale umbra sta attivamente lavorando per recuperare la cosiddetta mobilità passiva nel settore sanitario. Questo impegno è stato sottolineato dalla presidente dell'Umbria, Stefania Proietti. L'intervento è avvenuto durante un'assemblea legislativa.
La presidente ha specificato che la regione sta definendo le direttive per la sanità privata. L'obiettivo è ottenere un supporto concreto nella riduzione delle liste d'attesa. Queste dichiarazioni sono giunte in risposta a un'interrogazione urgente.
Interrogazione su bilancio sanitario e manovra fiscale
L'interrogazione è stata presentata dai consiglieri regionali Enrico Melasecche (Lega) e Eleonora Pace (FdI). Il tema centrale riguardava il saldo negativo tra mobilità sanitaria attiva e passiva in Umbria per l'anno 2025. Si è discusso anche degli interventi sanitari previsti dalla manovra fiscale da 184 milioni di euro.
Secondo quanto riportato dall'ufficio stampa dell'Assemblea, il saldo negativo è una delle principali voci di spesa per il sistema sanitario regionale. Esso riflette l'efficienza e l'attrattività del servizio sanitario locale. Indica anche la fiducia dei cittadini nelle cure offerte sul territorio.
Melasecche ha evidenziato come il saldo negativo rappresenti un indicatore critico. Ha criticato la narrazione che ha caratterizzato la precedente campagna elettorale. Tale narrazione descriveva la sanità umbra sull'orlo del collasso, con tecnologie obsolete e carenza di personale. Si promettevano soluzioni rapide tramite concorsi.
Il consigliere ha definito la situazione ancora più grave se confrontata con la recente manovra fiscale. Questa manovra, da 184 milioni di euro, è stata imposta a cittadini, famiglie e imprese. Melasecche ha definito l'aumento delle tasse ingiustificato e privo di benefici concreti per la sanità regionale.
Si è chiesto se le maggiori entrate derivanti dall'aumento delle tasse saranno investite per migliorare la sanità pubblica. In alternativa, potrebbero servire solo a coprire inefficienze e ritardi. Sono state poste domande precise sul dato del saldo finale della mobilità sanitaria passiva per il 2025. Si è chiesto inoltre come verranno impiegate le risorse della manovra fiscale per riequilibrare il sistema sanitario, con focus sul contenimento della mobilità passiva.
Dati e azioni per il contenimento della spesa sanitaria
La presidente Proietti ha chiarito che i 50 milioni menzionati non rappresentano il saldo effettivo della mobilità sanitaria per il 2025. Il dato corretto, come riportato nella tabella C del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, è di -55 milioni di euro.
Questo saldo è composto da diverse voci. Include la seconda rata del conguaglio della mobilità sanitaria 2022 (-1,2 milioni). Vi è poi un conguaglio della mobilità sanitaria 2023 (-14,2 milioni). Sono inclusi conguagli 2023 relativi a flussi specifici valorizzati sui dati metrici del 2024 (-2,6 milioni). Infine, il conto 2025 dei flussi standard di mobilità, calcolato sui dati di produzione del 2024, ammonta a -37,5 milioni.
Proietti ha aggiunto che gli altri 18 milioni derivano da conguagli della mobilità passiva degli anni 2022, 2023 e 2024. Ha ricordato che dal 2020, il saldo tra mobilità passiva e attiva è aumentato del 20%.
La presidente ha ribadito l'impegno dell'amministrazione nel porre in essere tutte le azioni necessarie per recuperare la mobilità passiva. Tra queste azioni, figura la sottoscrizione di accordi bilaterali per governare la mobilità interregionale. Il primo accordo è stato siglato.
Le azioni intraprese mirano a un miglioramento complessivo del sistema sanitario regionale. Si cerca di garantire servizi efficienti e accessibili ai cittadini umbri. Il contenimento della mobilità passiva è considerato fondamentale per la sostenibilità finanziaria della sanità pubblica.
La regione sta quindi implementando una strategia articolata. Questa strategia coinvolge sia il settore pubblico che quello privato. L'obiettivo è ottimizzare l'uso delle risorse e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute della popolazione. Si punta a un sistema sanitario più resiliente e capace di offrire cure di qualità sul territorio.