L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha espresso contrarietà all'autonomia differenziata. La mozione impegna la Giunta a opporsi a negoziati con il governo fino a una normativa chiara e costituzionale.
Umbria dice no all'autonomia differenziata
L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il suo via libera a una mozione. Il provvedimento si oppone all'autonomia differenziata. La votazione ha visto 13 voti favorevoli. Questi provenivano dalla maggioranza. Cinque i voti contrari. Questi sono stati espressi dall'opposizione. La mozione porta il titolo "Autonomia differenziata, art. 116, comma 3, della Costituzione italiana: determinazioni Regione Umbria".
I firmatari sono consiglieri regionali di diversi schieramenti. Tra questi, Cristian Betti del Pd. C'è anche Fabrizio Ricci di Avs. Presenti Luca Simonetti del M5S. E Bianca Maria Tagliaferri di Ud-Pp.
Impegni per la Giunta regionale
Durante la discussione in Aula, il consigliere Betti ha illustrato il contenuto della mozione. Il documento impegna la Giunta regionale. Deve manifestare formalmente la contrarietà dell'Umbria. Questo vale per qualsiasi procedura di attuazione dell'articolo 116, comma 3, della Costituzione. La condizione è che ci sia una definizione normativa chiara. Questa deve rispettare le decisioni della Corte costituzionale. La materia è quella dell'autonomia differenziata.
Inoltre, l'atto chiede alla Giunta di sollecitare il governo. Deve promuovere una riscrittura della Legge 26 giugno 2024 n. 86. Il Parlamento dovrebbe occuparsene. La riscrittura deve essere conforme alla sentenza della Corte costituzionale n. 192 del 14 novembre 2024. Nel frattempo, devono essere interrotti tutti i negoziati in corso. Questo vale per le Regioni interessate. Si fermano anche altre iniziative che potrebbero contrastare il pronunciamento della Consulta.
Critiche alla legge Calderoli e ai negoziati
Betti ha sottolineato l'importanza della mozione. Riguarda l'architettura dello Stato. In particolare, la solidarietà tra le Regioni. L'autonomia differenziata è vista come uno dei tre pilastri del governo attuale. Gli altri sono la riforma della giustizia e il premierato. Uno di questi pilastri è già stato bocciato da un referendum. Betti ritiene che il premierato non andrà avanti.
La mozione è stata presentata oggi. Questo perché nel giugno 2024 è stata approvata la legge Calderoli sull'autonomia differenziata. Alcune Regioni l'hanno impugnata. La Corte Costituzionale l'ha bocciata nel novembre 2024 per incostituzionalità. Ha invitato il governo a riscrivere la normativa. La Corte ha chiesto di rispettare le indicazioni e ricondurla nell'alveo della Costituzione.
Tuttavia, questo dettato è stato aggirato. Si sta procedendo con negoziati unilaterali. Questi coinvolgono Regioni come Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Tali accordi sull'autonomia differenziata riguardano settori cruciali. Parliamo di istruzione, ambiente, trasporti e sanità. Questi sono temi centrali per i cittadini. I negoziati favoriscono le richieste di queste quattro Regioni. Si rischia di mettere in difficoltà le altre Regioni. Ciò avrebbe ricadute sui cittadini umbri. Per questo motivo, è stata ritenuta necessaria una presa di posizione immediata.
Posizione dell'Umbria in Conferenza Stato Regioni
Il consigliere Betti ha riferito anche sulla Conferenza Stato Regioni. Il primo aprile si è discusso di questa materia. Si è arrivati a una votazione. Questo è avvenuto nonostante le perplessità espresse dalla presidente dell'Umbria. Non sono stati forniti dati sufficienti. Si è preferito procedere. Questo è accaduto anche contro il voto contrario di molte Regioni. Il 2 aprile, nella Conferenza unificata, c'è stato il parere contrario dell'Anci. Nonostante ciò, si è voluto andare avanti.
L'autonomia differenziata è considerata un disegno profondamente sbagliato. Crea un livello di disuguaglianza tra i cittadini. Si rischia di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. La mozione impegna la Giunta a continuare l'opposizione. Questo contro un disegno contrario al giudicato della Corte Costituzionale. Si chiede contrarietà fino a una chiara definizione normativa. Questa deve rispettare la Costituzione.
Si auspica un voto unanime. Questo nell'interesse dei cittadini umbri. Un voto contrario significherebbe dare priorità agli interessi di partito. Questi prevalerebbero su quelli dei cittadini dell'Umbria.