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In Umbria si registra una grave carenza di personale infermieristico, con circa mille professionisti mancanti. Questa situazione mette a rischio i servizi sanitari regionali e richiede interventi urgenti a livello locale e nazionale.

Carenza di infermieri in Umbria

La regione Umbria si trova ad affrontare una drastica riduzione del personale infermieristico. A gennaio 2026, si stimava una mancanza di circa mille professionisti sanitari. Questa cifra è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Si prevede infatti una carenza di 3.000 unità entro tre anni. Il motivo principale è rappresentato dai numerosi pensionamenti previsti. Inoltre, l'espansione della sanità territoriale aggrava la situazione.

Le strutture ospedaliere locali faticano a garantire la piena operatività. Molti posti letto rimangono chiusi a causa della carenza di personale. Il rapporto attuale è di 6,1 infermieri ogni 1.000 abitanti. Questo dato è considerato insufficiente per una regione con un'elevata percentuale di anziani e malati cronici.

Cause della crisi e possibili soluzioni

La professione infermieristica ha perso attrattività. Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni di Marco Erozzardi, segretario regionale del Nursind. La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente evidenziato le criticità. Stipendi bassi e turni di lavoro estenuanti scoraggiano i giovani. La possibilità di carriera è quasi inesistente.

Per invertire la tendenza, è necessario un piano di intervento su larga scala. Erozzardi parla di un vero e proprio «piano Marshall per la sanità». Servono politiche mirate sia a livello locale che nazionale. La Regione Umbria dovrebbe farsi portavoce di questa emergenza. È fondamentale investire negli enti di formazione e nelle università. L'obiettivo è attrarre più candidati infermieri e colmare il divario negli organici.

Un altro fattore che contribuisce alla scarsa attrattività è l'aumento delle aggressioni al personale sanitario. Si registrano episodi di violenza fisica, specialmente nei pronto soccorso e al 118. Anche le aggressioni verbali sono in aumento in tutti i contesti sanitari.

Rinnovo contrattuale e valorizzazione del personale

La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale è cruciale. Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, sottolinea l'importanza di raggiungere un accordo entro la fine dell'anno. L'obiettivo è migliorare il quadro giuridico e adeguare le retribuzioni. È necessario ridurre il divario tra stipendi e inflazione.

Particolare attenzione va posta al sistema degli incarichi. Bisogna rivedere sia quelli di elevata e media complessità, sia l'incarico di base. Sul fronte economico, è urgente aggiornare il sistema delle indennità. Nonostante un aumento di 11mila unità di personale rispetto al 2021, le risorse economiche devono essere distribuite in modo più efficace.

Sono previsti 1 miliardo 537 milioni di euro a partire dal 2027. A queste si aggiungono altre risorse per l'indennità di specificità infermieristica e per la tutela del malato. La priorità deve essere data al personale turnista. Bottega propone un aumento dell'indennità notturna. Chiede anche l'estensione del diritto alla mensa o al buono pasto sostitutivo. Questo diritto, attualmente riconosciuto solo dalla giurisprudenza, deve essere sancito dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). Rendere il lavoro disagiato più attrattivo è fondamentale per mantenere in vita il sistema sanitario.