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L'Umbria ha reso omaggio ai suoi pionieri del vino durante un evento al Vinitaly. La giornata ha celebrato figure storiche e guardato al futuro del settore.

Omaggio ai visionari del vino umbro

La Regione Umbria ha organizzato un evento speciale al Vinitaly. La giornata si è svolta nello stand 'Stili di Vite'. L'obiettivo era ripercorrere la storia del vino umbro. Si sono celebrati i protagonisti del passato. Si è anche guardato con decisione al futuro.

Un momento chiave della mattinata è stato l'evento 'Il solco dei pionieri'. Questo appuntamento ha reso omaggio ai visionari del vino umbro contemporaneo. L'evento si è tenuto nell'area istituzionale. È stato curato dalla Regione Umbria e da 3A-PTA. La conduzione è stata affidata a Pierluigi Pardo.

L'incontro ha ricordato quattro figure. Queste persone hanno segnato profondamente l'identità vinicola regionale. La loro influenza si è estesa sulla scena internazionale. Si tratta di Arnaldo Caprai, Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani. L'iniziativa non è stata solo commemorativa. Ha offerto una chiave di lettura contemporanea della loro eredità.

L'evento ha introdotto un ciclo di masterclass. Queste lezioni sono dedicate all'eredità dei pionieri. Hanno evidenziato come la loro visione continui a vivere. Questo avviene attraverso il lavoro delle nuove generazioni. Si riflette anche nelle strategie di sviluppo del settore. La Regione Umbria ha fornito queste informazioni.

La visione dei pionieri e le nuove generazioni

L'assessora all'Agricoltura della Regione Umbria, Simona Meloni, ha parlato dei pionieri. Li ha definiti rappresentanti dell'identità più profonda del territorio umbro. Ha sottolineato la presenza in loro di cultura, bellezza, innovazione e visione. Questi elementi hanno guidato la crescita del vino umbro. La crescita non è stata solo quantitativa. È stata soprattutto qualitativa.

I pionieri hanno trasformato il vitigno in cultura. Hanno sviluppato progetti concreti. L'assessora ha citato l'esperienza del Museo del Vino di Torgiano. Ha menzionato il lavoro svolto in territori complessi. Ad esempio, l'Amerino con Leonardo Zanchi. E l'Orvietano con Luigi Barberani. Queste aree presentano sfide uniche.

Oggi, le nuove generazioni raccolgono questa eredità. Stanno proseguendo il percorso. Lo fanno con uno sguardo rinnovato. Rimangono però fedeli alle radici familiari e territoriali. Questo è motivo di grande orgoglio per la regione. Permette di raccontare una storia autentica. Una storia credibile e di lungo periodo. Una storia che viene sempre più apprezzata fuori dai confini regionali.

In questo percorso, agricoltura e turismo si intrecciano. Valorizzano la bellezza dell'Umbria. Sono supportati da strumenti concreti. Tra questi, l'Ocm Vino. Grazie a questo strumento, sono stati destinati oltre quattro milioni di euro. Questi fondi sono stati utilizzati in tre anni. Servono per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Sono anche per gli investimenti delle imprese. Accanto alle risorse economiche, è centrale la capacità di far emergere queste storie. Storie di famiglie e territori. Questo è ciò che il visitatore cerca quando arriva in Umbria. Vuole conoscere, vivere e assaporare la vera identità umbra.

Successo delle masterclass e focus su Montefalco

Si è registrata una grande partecipazione anche nell'Area Tasting. La masterclass delle ore 11.00 è stata un successo. Si intitolava 'Scegliere Montefalco: sostenibilità e identità nel calice'. Era curata dal Consorzio tutela vini Montefalco. La guida è stata di Simon Staffler. L'appuntamento ha registrato il tutto esaurito. Questo conferma l'interesse degli operatori. L'interesse è rivolto a una delle denominazioni simbolo dell'Umbria.

La masterclass ha offerto una lettura attuale del territorio. Ha presentato vini Doc Spoleto, Doc Montefalco e Docg Montefalco Sagrantino. L'evento ha evidenziato la qualità e la specificità dei vini di questa zona. Ha sottolineato l'impegno verso la sostenibilità. L'identità del territorio è emersa chiaramente nel calice. L'Umbria dimostra così la sua eccellenza enologica.

Nel pomeriggio, l'attenzione si è concentrata su Maria Grazia Marchetti Lungarotti. Si è tenuta la masterclass delle ore 15.15. Il titolo era 'Denominazione di Origine Culturale'. Era curata da Regione Umbria e 3A-PTA. La conduzione è stata di Alessandra Piubello. Ha partecipato anche Pierluigi Pardo. L'incontro ha ripercorso il contributo culturale e imprenditoriale. Maria Grazia Marchetti Lungarotti è una delle personalità più influenti del vino umbro.

La masterclass ha previsto la degustazione di tre annate. Si è assaggiato il Torgiano Rubesco Riserva Vigna Monticchio. Questa etichetta è simbolo del successo. Ha portato l'Umbria sulla scena enologica internazionale. L'evento ha sottolineato l'importanza del legame tra vino e cultura. Ha evidenziato come il vino possa diventare ambasciatore di un territorio.

La giornata si è aperta alle ore 10.00. La prima masterclass è stata 'Stili di Vite'. Era curata da Umbria Top Wines e Vinitaly. Era dedicata al racconto del vino umbro sui mercati internazionali. Questo evento ha dato il via a una serie di appuntamenti. Hanno messo in luce la diversità e la qualità dei vini umbri. Hanno mostrato la capacità della regione di innovare. Hanno ribadito l'importanza delle sue radici storiche.