Tripla Eco: gli scritti 'contro' di Bates e l'amore in guerra
H.E. Bates: lo scrittore dei cieli e della terra
La figura di H.E. Bates, noto anche con lo pseudonimo di Flying Officer ‘X’, emerge come un narratore eccezionale delle esperienze umane durante la Seconda Guerra Mondiale. Bates, pilota della Royal Air Force, ha saputo trasporre sul piano letterario le vicende dei piloti, focalizzandosi più sulla loro umanità che sulla retorica bellica. I suoi scritti, lodati per la loro qualità letteraria, hanno avuto un impatto significativo, ispirando persino produzioni cinematografiche.
La sua opera più celebre, «Tripla eco», è una short story pubblicata da Adelphi e tradotta da Giovanna Granato, già nota per le sue traduzioni di autori come Colm Tóibín e Martin Amis. La storia, ambientata nell'Inghilterra del terzo anno di conflitto, è profondamente radicata nel contesto storico degli attacchi aerei tedeschi e della strenua difesa britannica.
'Tripla Eco': una trama tra dramma e identità
«Tripla eco» si configura come un classico dramma psicologico, la cui struttura richiama quella della tragedia greca, con i suoi archetipi di uomo, donna e l'elemento perturbatore. La protagonista, Alice, si ritrova sola a gestire la fattoria mentre il marito è al fronte. La sua solitudine viene interrotta dall'arrivo di Barton, un giovane soldato di artiglieria intenzionato a disertare.
Alice decide di nascondere Barton, facendolo passare per sua sorella e ricorrendo a un ingegnoso travestimento. La bellezza del giovane facilita questa finzione, tanto da attirare l'attenzione indesiderata di un sergente. Questo elemento introduce una complicazione nella nascente relazione tra Alice e Barton, intrecciando le dinamiche personali con il contesto bellico.
Temi universali: antimilitarismo e identità in trasformazione
Il racconto affronta con sottile acutezza il tema dell'antimilitarismo, incarnato dalla ferma volontà di Barton di rifiutare il ritorno al fronte. La sua passione per la campagna e gli usignoli contrasta nettamente con l'orrore della guerra, portando a una risoluzione categorica: «Col cacchio che ci torno!».
La traduttrice Giovanna Granato sottolinea come la narrazione, priva di giudizi morali espliciti, riesca a comunicare un messaggio profondo: in circostanze estreme, l'identità di un individuo può subire trasformazioni radicali. L'ambiguità che permea l'intera opera invita a riflettere su temi complessi come i legami omoerotici, storicamente presenti in contesti militari, e le sfide legate all'identità di genere, rendendo «Tripla eco» un'opera di sorprendente attualità.