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Mobilità in Italia: un quadro preoccupante

L'Italia registra uno dei dati più allarmanti in Europa riguardo l'utilizzo dei trasporti pubblici. Secondo un recente studio, ben l'80% della popolazione nazionale dichiara di non utilizzare quasi mai o mai questi servizi.

Il dato emerge da un'indagine commissionata da Greenpeace Europa centro-orientale e pubblicata nel report «Access Denied: Transport Poverty in Europe». L'analisi dipinge un quadro europeo di profonda disuguaglianza nell'accesso alla mobilità collettiva.

Povertà dei trasporti: una realtà diffusa

In nove paesi europei su dieci analizzati, oltre la metà degli abitanti non utilizza regolarmente i mezzi pubblici. Situazioni simili si riscontrano in Svizzera, Lussemburgo ed Estonia, dove più del 50% dei cittadini li usa meno di una volta al mese.

L'Italia si posiziona al secondo posto, subito dopo Cipro, per la percentuale di cittadini che evitano i trasporti pubblici. Questa situazione limita l'accesso a servizi essenziali come lavoro e sanità.

Le cause dell'esclusione

La mancanza di alternative valide spinge fino al 19% degli italiani a possedere un'auto. Questo comporta un aumento delle spese familiari e un incremento delle emissioni inquinanti.

Le donne e gli anziani sono le categorie più penalizzate. Problemi di sicurezza e accessibilità rendono spesso il trasporto pubblico una scelta impraticabile per queste fasce della popolazione.

Le richieste di Greenpeace

«Il trasporto pubblico è uno strumento fondamentale per una vita dignitosa», afferma Federico Spadini di Greenpeace Italia. «Milioni di europei sono esclusi da opportunità lavorative, sanitarie e sociali. Questa condizione è inaccettabile».

L'organizzazione ambientalista chiede investimenti urgenti per creare sistemi di trasporto accessibili, sicuri e rispettosi dell'ambiente. Si auspica una pianificazione territoriale integrata e infrastrutture che garantiscano la sicurezza dei passeggeri.

Greenpeace propone inoltre l'introduzione di «biglietti climatici» a basso costo e accessibili a tutti. Per finanziare queste trasformazioni, l'associazione suggerisce una tassazione mirata sui grandi patrimoni.

Domande frequenti

Perché così tanti italiani non usano i mezzi pubblici?
I motivi principali includono la percezione di insicurezza, la scarsa accessibilità e la mancanza di collegamenti efficienti nelle aree di residenza. Inoltre, in molte zone, l'auto privata rimane l'unica opzione praticabile.

Quali sono le proposte di Greenpeace per migliorare la situazione?
Greenpeace propone investimenti significativi in infrastrutture per la mobilità sostenibile, l'introduzione di tariffe agevolate (biglietti climatici), una migliore pianificazione territoriale e una maggiore attenzione alla sicurezza e all'accessibilità dei mezzi pubblici, soprattutto per le categorie più vulnerabili.