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L'iconico Hotel Bella Vista a Trafoi, gestito dalla famiglia del campione di sci Gustav Thöni, è stato completamente rinnovato dall'architetto Matteo Thun. Il progetto punta su sostenibilità e integrazione con il paesaggio alpino.

Un rifugio alpino con storia e innovazione

Ai piedi dell'imponente Ortles, sorge Trafoi, un piccolo borgo alpino. Questo luogo, incastonato tra Lombardia, Alto Adige e Svizzera, ospita da un secolo e mezzo l'Hotel Bella Vista. La struttura, fondata nel 1875 dalla famiglia Thöni, è giunta alla quinta generazione di gestione. L'attuale proprietario è il leggendario sciatore Gustav Thöni, affiancato dalle figlie.

Questa continuità storica rappresenta un caso unico nell'ospitalità altoatesina. Gustav Thöni, uno dei più grandi sciatori di tutti i tempi, ha mosso i primi passi sugli sci proprio sulle colline antistanti l'hotel. Egli considera queste montagne un'estensione di sé. Ricorda con affetto le sue esperienze infantili: «Sono nato qui, queste sono le mie montagne. Ricordo quando da bambino andavamo su a scaletta per spianare le piste col maestro».

Architettura e design al servizio del paesaggio

Le ampie vetrate della nuova ala dell'hotel offrono viste mozzafiato sul Parco Nazionale dello Stelvio. Il progetto è stato curato dall'architetto Matteo Thun, amico d'infanzia di Thöni e figura di fama internazionale. All'interno, il nuovo lounge bar emana profumi di larice e abete. Ospita la 'Home of Gold', uno spazio intimo dedicato alla 'Valanga Azzurra' e ai trofei del campione.

Al calar della sera, la luce alpina crea suggestivi riflessi blu sulle coppe d'oro. L'idea centrale del progetto di rinnovamento è stata quella di creare un 'nido' contemporaneo. Questo spazio si integra perfettamente tra le rocce dell'Ortles, la vetta più alta dell'Alto Adige, che domina il giardino dell'hotel. L'architetto e il campione, uniti da un passato di gare sciistiche, hanno realizzato una sfida di bioedilizia.

Sostenibilità e artigianato locale al primo posto

Matteo Thun sottolinea l'approccio ecologico del progetto: «Il concept di questo hotel è zero km, zero CO2 e zero immondizia. Se si cambia qualcosa, non c'è nulla da buttare, si recupera tutto».

Nell'opera sono stati coinvolti numerosi artigiani locali. Questi professionisti hanno espresso sorpresa per le soluzioni innovative richieste. Il risultato è una sequenza di spazi dove il confine tra interno ed esterno è quasi inesistente. Ogni dettaglio è pensato per favorire il riposo. Persino i materassi sono stati realizzati artigianalmente dal fornitore che un tempo serviva Buckingham Palace.

L'architetto ribadisce l'importanza del silenzio come valore futuro: «Il silenzio sarà il lusso dei prossimi trent'anni».

Un'esperienza di benessere autentica e lenta

Il ritmo di Trafoi è scandito dal respiro della natura, come evidenzia Stephan Gander, cognato di Thöni e marito di Petra. Egli gestisce l'hotel e afferma: «Qui abbiamo una montagna ancora autentica, non c'è il turismo di massa di altre valli».

Questo luogo invita a un approccio lento e meditativo. Gander accompagna gli ospiti nel canyon di Trafoi fino alla suggestiva Grotta Azzurra, che evoca atmosfere orientali. Qui, il trekking si unisce a specifiche tecniche di respirazione apprese da un esperto francese.

La piscina sospesa del rinnovato Bella Vista si affaccia sul canyon. È parte di una spa che include aree dedicate ai bambini, uno scivolo d'acqua emozionante e una doccia di neve. L'esperienza di benessere si estende anche alla tavola, grazie alla cucina dello chef Andreas Wunderer.

La sua proposta gastronomica è orientata al benessere. Estrae sapori intensi dagli ingredienti locali, come la misticanza di erbe alpine che offre un'esplosione di gusto selvatico e inatteso.