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Un anno di esplosioni e attentati scuote il Municipio VI di Roma. Il minisindaco Nicola Franco lancia un grido d'allarme: "La criminalità sta avanzando". Le indagini si concentrano sui legami con le piazze di spaccio.

Esplosioni a Tor Bella Monaca: Un anno di terrore

Un nuovo boato ha squarciato la quiete notturna di Tor Bella Monaca. Un ordigno artigianale, probabilmente una bomba carta, è esploso davanti a una ferramenta in via Amico Aspertini. Questo locale era già stato preso di mira nel 2024 con un episodio simile. L'incidente ha destato profonda preoccupazione nel presidente del municipio, Nicola Franco. Egli ha espresso forte inquietudine per la facilità di reperimento di tali esplosivi. La frequenza delle esplosioni registrate annualmente è allarmante.

Il Municipio VI, che comprende aree come Tor Bella Monaca, Borghesiana e Colle del Sole, è stato teatro di numerosi episodi analoghi. Dal gennaio 2025, una scia di attentati ha segnato il territorio. Sebbene non sia ancora chiaro un filo conduttore univoco, i fatti oggettivi sono stati meticolosamente annotati. Le attività commerciali sono state spesso nel mirino. Ma non solo: si registra anche un attentato contro un trentenne romano di origini tunisine, noto come 'Kalo'.

La sua identità è Amine Mohamed Alaya. Persone a bordo di un'auto hanno esploso tre colpi di pistola contro di lui. Hanno inoltre lanciato un ordigno che ha devastato una finestra e parte del balcone della sua villetta in via Cianciana. Un assalto che, per la sua violenza, poteva trasformarsi in una strage. L'esplosione in via Aspertini si inserisce in questo preoccupante quadro. La situazione richiede un'analisi approfondita da parte delle autorità competenti.

Nicola Franco: "La criminalità sta avanzando"

Le parole del minisindaco Nicola Franco sono dirette e non lasciano spazio a interpretazioni. Egli collega l'ultimo attentato a un contesto più ampio. «Parliamo di un esplosivo a Tor Bella Monaca contro la saracinesca di una ferramenta», ha dichiarato. L'attività commerciale, ha specificato Franco, è intestata a persone legate alla gestione di piazze di spaccio nelle vicinanze. Il tutto avviene a poca distanza da via dell'Archeologia. Quest'ultima è una nota piazza di spaccio costantemente monitorata dalle forze dell'ordine.

Per il presidente del municipio VI, questo è un segnale inequivocabile. «La criminalità sta avanzando», ha affermato con fermezza. È necessario prestare la massima attenzione. Un anno è stato caratterizzato da troppi atti simili. Tutti questi episodi sembrano collegati alle attività di controllo del territorio da parte di gruppi criminali. È fondamentale aumentare il livello di allerta. Bisogna interrompere la circolazione di questi ordigni sul territorio.

La facilità con cui vengono reperiti e utilizzati tali strumenti di violenza è un aspetto che preoccupa enormemente. Le istituzioni devono trovare risposte concrete e immediate. La percezione di insicurezza tra i cittadini è in aumento. La risposta deve essere corale e decisa. Le forze dell'ordine stanno lavorando senza sosta per identificare i responsabili.

I precedenti: un anno di bombe e indagini

Il periodo analizzato è costellato di episodi inquietanti. Le indagini hanno raccolto frammenti e puntato i riflettori su diversi sospetti. Il 5 gennaio 2025, all'alba, un attentato ha colpito la Borghesiana. Il presunto obiettivo, 'Kalo', si trovava in casa al momento dell'esplosione. Fortunatamente, è riuscito a salvarsi. Anche i vicini sono rimasti illesi, ma la paura si è diffusa in quella tranquilla strada di villette a schiera. Il trentenne è un volto noto alle forze dell'ordine.

I Carabinieri avevano già ricostruito le sue attività nell'ambito dell'operazione 'Gerico'. Un secondo filone investigativo, nel 2020, aveva svelato gli affari dei pusher tra via Giovanni Battista Scozza e Largo Ferruccio Mengaroni. I capi piazza, secondo gli inquirenti, gestivano il loro 'apparato' come una vera e propria azienda. Offrivano persino 'welfare' ai pusher, stabilendo turni e strategie di marketing.

A luglio 2025, in via Ollolai, un'esplosione ha interessato un negozio di abbigliamento. L'attentato avvenne intorno alle 22:00. Poco dopo, secondo quanto emerso, furono esplosi anche dei fuochi d'artificio. Il gestore dell'attività dichiarò agli investigatori di non aver mai ricevuto minacce. L'ipotesi del lancio di un ordigno fu considerata concreta. Le prime analisi scientifiche esclusero un corto circuito o una fuga di gas.

L'episodio più recente risale a mercoledì 25 marzo 2026. Un altro ordigno è esploso davanti a una ferramenta. Il negozio, secondo le informazioni raccolte, appartiene ai genitori di Vincenzo Vallante, noto come 'Naruto'. Quest'ultimo è descritto in un approfondimento di 'Dossier' come figura di spicco di una piazza di spaccio. Le indagini sono immediatamente scattate per determinare se si sia trattato di un avvertimento o di un tentativo di intimidazione.

Il boato ha raggiunto anche le zone limitrofe, come Torre Angela. Un dettaglio significativo è che la stessa attività commerciale era già stata colpita nel dicembre 2024. Le circostanze furono praticamente identiche. L'esplosione potrebbe essere collegata alla criminalità organizzata della zona. Gli investigatori dovranno fornire una risposta a questo interrogativo. Le parole di Nicola Franco riassumono la gravità della situazione: «L'ennesimo atto di criminalità che non sarà né il primo né l'ultimo».

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