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Il film "Tienimi Presente" di Alberto Palmiero, acclamato per la sua rappresentazione della precarietà giovanile, sta vivendo una seconda vita grazie alla partecipazione a numerosi festival estivi in tutta Italia, raccogliendo consensi e riconoscimenti.

Il successo di "Tienimi Presente" nei festival

L'opera prima di Alberto Palmiero, intitolata "Tienimi Presente", sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica. Dopo essere stato finalista ai David di Donatello e riconosciuto come migliore opera prima alla Festa di Roma, il film continua il suo percorso attraverso diverse rassegne cinematografiche estive.

La pellicola ha recentemente ricevuto calorosi applausi durante il festival di Tavolara e al Tuscia Film Festival. Questi eventi estivi offrono al film una piattaforma per raggiungere un pubblico più ampio, confermando la sua capacità di toccare corde emotive profonde.

Un ritratto della generazione precaria

"Tienimi Presente" si configura quasi suo malgrado come un manifesto della generazione di giovani professionisti del settore cinematografico che affrontano una realtà lavorativa precaria. La storia segue un protagonista, diplomato al Centro Sperimentale di cinematografia, che torna nel suo paese d'origine disilluso.

Il personaggio non riesce a sfondare nel mondo del cinema e cerca di ricostruire la sua vita accettando lavori lontani dai suoi sogni, come quello di informatico. Questa narrazione rispecchia le difficoltà di molti giovani con un futuro incerto, schiacciati dalla pressione sociale e dalla determinazione a volte sommersa.

La situazione si complica quando anche gli amici del protagonista iniziano a partire, cercando opportunità nel Nord Italia o all'estero. Questo esodo, che ripercorre il viaggio compiuto dal protagonista in senso inverso e senza successo, innesca un cambiamento interiore, forse un nuovo destino.

Palmiero: tra autobiografia e futuro

Lo stesso regista, Alberto Palmiero, si ritrova a vivere una fase simile a quella del suo personaggio. Ha dichiarato all'ANSA: «Penso di trasferirmi davvero a Roma molto presto, dalle parti di piazza Bologna dove ci sono tanti fuori sede campani, calabresi, pugliesi».

Palmiero ha ritrovato a Tavolara il suo professore del Centro Sperimentale, Gianluca Arcopinto, che ha creduto in lui e ha prodotto il film con Simone Gattoni per Kavac Film, con il supporto di Rai Cinema. Il regista si dice felice dell'accoglienza riservata a "Tienimi Presente" dai festival estivi.

«Gli applausi del pubblico, le persone che ti avvicinano perché si riconoscono o riconoscono i loro figli, ti ripagano di tanta incertezza e ansia», ha commentato Palmiero. Ha inoltre sottolineato come il film sia in gran parte autobiografico, coinvolgendo amici e parenti.

Autenticità e freschezza sul grande schermo

Per dare vita alla storia, Palmiero ha coinvolto persone a lui vicine. I suoi genitori interpretano se stessi, con la madre che si preoccupa per lui e il padre sempre pronto alla battuta. Anche gli amici del paese, incluso chi è partito per fare il musicista a Milano o cercare lavoro in Australia, e la sua stessa ragazza, appaiono nel film.

Questa scelta conferisce a "Tienimi Presente" una verità, una freschezza e un'autenticità che rappresentano un vero regalo per lo spettatore. La pellicola è un'opera da recuperare durante la stagione estiva nelle arene all'aperto.