Condividi

Una proposta di legge mira a proteggere i minori online vietando l'accesso ai social network per i più piccoli e introducendo misure di sicurezza per gli adolescenti. L'obiettivo è creare un ambiente digitale più sicuro per i giovani.

Divieto social per minori di 13 anni

È stata presentata in Senato una nuova proposta di legge. Le senatrici Mariastella Gelmini e Giusy Versace sono le promotrici. Il disegno di legge si concentra sulla tutela dei minori nello spazio digitale. L'intento non è demonizzare le piattaforme social. Si vuole invece responsabilizzare tutti gli attori coinvolti. La proposta affronta l'accesso e l'uso dei social network. Riguarda specificamente i minori di 16 anni. La consapevolezza di un cambiamento strutturale è alla base dell'iniziativa. Internet e le piattaforme digitali sono ormai parte integrante della vita dei giovani. Spesso vi accedono prima delle soglie previste dalla legge. Questa evoluzione ha però aperto nuove fragilità.

I dati attuali mostrano un'esposizione crescente a diversi rischi. Fenomeni come il cyberbullismo sono in aumento. Si segnalano anche contenuti inappropriati e contatti indesiderati. Le dinamiche di dipendenza sono un'altra preoccupazione. Queste sono legate ai meccanismi delle piattaforme. Sono progettate per incentivare la permanenza e l'interazione degli utenti. Per questo motivo si è deciso di intervenire su tre direttrici principali. Si punta sulla verifica reale dell'età. Si prevede una differenziazione dell'esperienza digitale. Infine, si vuole rafforzare il ruolo delle famiglie.

Nuove regole per adolescenti e famiglie

Il disegno di legge introduce un divieto specifico. I minori di 13 anni non potranno accedere ai social network. Per la fascia d'età tra i 13 e i 16 anni sono previste nuove regole. Dovranno utilizzare un «profilo per adolescenti». Questo profilo avrà impostazioni di sicurezza rafforzate. Gli account saranno privati di default. Saranno limitati i contatti con adulti sconosciuti. La profilazione pubblicitaria sarà bloccata. Anche la geolocalizzazione precisa non sarà permessa. Le dirette pubbliche saranno inoltre bloccate. Un elemento centrale è l'introduzione di sistemi efficaci. Questi serviranno per la verifica dell'età. Si supera così l'attuale meccanismo dell'autodichiarazione. Questo metodo è considerato ampiamente inefficace.

Le piattaforme social avranno nuovi obblighi. Dovranno adottare strumenti conformi. Questi devono rispettare i principi di minimizzazione dei dati. La sicurezza sarà un aspetto fondamentale. Potrebbero essere coinvolti soggetti terzi certificati. Parallelamente, si rafforza il controllo parentale. I genitori avranno maggiori possibilità di intervento. Potranno impostare limiti di utilizzo. Potranno gestire i contatti dei figli. Sarà possibile monitorare le attività. Potranno intervenire direttamente sull'account dei propri figli. Si tratta quindi di un ruolo attivo per i genitori. Questo si affianca a quello delle istituzioni e delle piattaforme stesse. Particolare attenzione è dedicata ai meccanismi che favoriscono un uso compulsivo. Per i profili adolescenti saranno limitati alcuni elementi. Tra questi, l'autoplay e lo scroll infinito. Saranno limitate le notifiche non essenziali. Soprattutto durante le ore notturne. Saranno limitati anche i sistemi di «ricompensa sociale». I contatori pubblici di like rientrano in questa categoria.

Un approccio europeo e collaborativo

L'impianto normativo si allinea alla legislazione europea. Si fa riferimento al GDPR e al Digital Services Act. Tuttavia, la proposta mira a colmare una lacuna specifica. Si tratta dell'effettiva applicazione delle tutele previste. «Affrontare un disagio giovanile sempre più profondo significa anche regolamentare l'accesso dei minori ai social», ha spiegato Gelmini. Si vuole contrastare atteggiamenti compulsivi e cattive abitudini. Queste possono portare a dipendenza. «Nasce da qui la proposta di legge che oggi abbiamo presentato con Maurizio Lupi e Mara Carfagna», ha aggiunto.

Gelmini ha sottolineato la necessità di un lavoro condiviso in Parlamento. «Ci sono anche altri disegni di legge sul tema», ha affermato. Ha espresso l'auspicio di accelerare l'iter legislativo. L'obiettivo è arrivare a un'approvazione trasversale e condivisa. Non si tratta di un'impostazione punitiva. Si predilige un approccio collaborativo. «L'obiettivo non è criminalizzare le piattaforme», ha chiarito Gelmini. Si vuole invece coinvolgerle. L'intento è rendere il web un luogo più sicuro per tutti. Si riparte da un'alleanza tra scuola e famiglia. Al centro ci saranno la prevenzione e la formazione. Non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti. Il messaggio politico è chiaro. La tutela dei minori online non può essere delegata a un solo soggetto. Richiede una responsabilità collettiva. Questa deve saper coniugare innovazione, diritti e sicurezza.