Economia

Stiglitz: shock petrolifero dannoso per la democrazia

18 marzo 2026, 20:01 2 min di lettura
Stiglitz: shock petrolifero dannoso per la democrazia Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Impatto Democrazia e Cittadini

L'escalation geopolitica in Medio Oriente, con l'attacco a sorpresa all'Iran, ha scatenato uno shock petrolifero che il premio Nobel per l'Economia, Joseph Stiglitz, definisce «uno degli eventi peggiori immaginabili per la democrazia».

Secondo l'economista, saranno i cittadini comuni a subire le conseguenze più pesanti, attraverso l'aumento dei costi dell'energia e dei beni di prima necessità importati.

Russia Grande Beneficiaria

La situazione economica globale, già provata da una crisi del costo della vita, rischia di aggravarsi ulteriormente. Stiglitz evidenzia come l'incremento dei prezzi energetici si propagherà lungo l'intera filiera produttiva, influenzando anche settori come quello alimentare e delle materie prime.

In questo scenario, emergono chiari vincitori: le compagnie petrolifere stanno registrando profitti record, e anche la Norvegia trae vantaggio. Tuttavia, il vero beneficiario, secondo Stiglitz, è la Russia.

L'economista sottolinea come la Russia sia avvantaggiata su più fronti: non solo le sanzioni sono state allentate, ma il prezzo del petrolio russo ha subito un'impennata significativa, rafforzando la sua posizione economica.

Crisi Energetica e Alternative

Intervenuto al Simposio fiscale annuale dell'UE a Bruxelles, Stiglitz ha inserito lo shock energetico in un contesto più ampio di crisi interconnesse: quella climatica, delle disuguaglianze e democratica. Ha criticato la scelta europea di puntare sul gas naturale liquefatto (GNL) anziché sulle energie rinnovabili in risposta alla guerra in Ucraina.

«Il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e di Donald Trump», ha affermato, evidenziando come la dipendenza dai terminali GNL abbia reso l'Europa vulnerabile a nuove crisi energetiche.

Disuguaglianze e Democrazia

Stiglitz ha inoltre ribadito il suo noto scetticismo verso il neoliberismo, auspicando una tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche. Ha evidenziato un preoccupante aumento delle disuguaglianze, soprattutto ai vertici della piramide economica, collegandolo direttamente all'erosione dei principi democratici.

La concentrazione di potere economico e ricchezza nelle mani di pochi, secondo l'economista, porta inevitabilmente a un indebolimento delle istituzioni democratiche, citando come esempio l'America, che a suo dire si è trasformata in un'oligarchia.

Innovazione e Valori Europei

Durante il simposio, Philippe Aghion, altro premio Nobel per l'Economia, ha lanciato un allarme sul ritardo europeo in termini di innovazione. Ha esortato l'Europa a recuperare il suo slancio innovativo per evitare un declino economico e culturale.

Aghion ha sottolineato come la ripresa dell'innovazione sia fondamentale per preservare i valori europei, compreso il modello sociale e la democrazia, invitando a un approccio più innovativo e inclusivo senza compromettere le fondamenta del modello sociale europeo.

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