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L'Ordine degli Architetti di Roma sottolinea la necessità di bilanciare la conservazione storica dello Stadio Flaminio con le esigenze di innovazione. Propone concorsi di architettura con giurie esperte per valutare progetti futuri.

Il valore storico dello stadio Flaminio

Lo Stadio Flaminio di Roma rappresenta un'opera fondamentale dell'architettura moderna italiana. Progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi, testimonia un eccezionale valore architettonico e ingegneristico del XX secolo. È inoltre un simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960.

Intervenire su un bene così tutelato è possibile. La condizione fondamentale è non contrapporre mai innovazione e conservazione. Lo afferma l'Ordine degli Architetti di Roma (OAR).

Recentemente, la Pier Luigi Nervi Foundation ha richiesto un intervento istituzionale. La richiesta riguarda una proposta per lo stadio presentata dalla S.S. Lazio S.p.a. L'obiettivo è garantire che la Conferenza dei Servizi consideri appieno le ragioni della tutela. Si vuole anche valorizzare la cultura del progetto e la responsabilità tecnica.

La posizione dell'Ordine degli Architetti

L'OAR ha risposto alla Fondazione con una lettera ufficiale. Il documento porta la firma del presidente Cristian Rocchi e della consigliera delegata agli Archivi e all'Osservatorio 900, Silvia Nigro.

La sintesi del parere dell'Ordine è chiara. Quando si interviene su un bene culturale nazionale, la sua rifunzionalizzazione può garantirne la conservazione. L'esperienza storica dimostra che tutela e trasformazione possono coesistere.

La lettera ricorda che le soprintendenze statali sono gli enti preposti a stabilire la compatibilità degli interventi. Questi enti valutano beni sottoposti a vincolo. L'Ordine sottolinea il proprio interesse a partecipare al dibattito in corso sul progetto.

È fondamentale che il confronto sul futuro dello stadio avvenga in un quadro di riflessione ampia. Questa riflessione deve riguardare il rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo.

Innovazione e conservazione: un equilibrio necessario

I criteri di tutela non implicano una visione di conservazione statica. Pertanto, intervenire è possibile. Tuttavia, ciò richiede un approccio basato sulla qualità e responsabilità del progetto. È necessaria anche una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi.

La linea di intervento non deve contrapporre innovazione e conservazione. Allo stesso tempo, si deve rifiutare l'adesione a modalità progettuali totalmente libere da vincoli. Queste modalità non devono ignorare le indicazioni derivanti dalla comprensione storico-critica del bene. Questo principio è stato sostenuto da Giovanni Carbonara, storico dell'architettura.

Per questo motivo, l'Ordine ritiene importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi architettonici essenziali. Questi elementi sono la base del vincolo di tutela.

Anche il progetto contemporaneo sullo Stadio Flaminio non deve essere visto come opposto alla tutela. Deve piuttosto essere uno strumento per tramandare alle generazioni future i valori del patrimonio culturale. Questi valori sono descritti nelle relazioni di vincolo.

Proposte per il futuro dello stadio

Interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio. Questo confronto avrebbe potuto esplorare diverse soluzioni progettuali. Un esempio sarebbe stato un concorso di architettura.

Data la delicatezza di tali interventi, l'Ordine sostiene l'auspicabilità di ricorrere a procedure concorsuali. Queste procedure dovrebbero mettere a confronto diverse soluzioni progettuali. La valutazione dovrebbe essere affidata a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza. Particolare attenzione dovrebbe essere posta agli interventi su beni sottoposti a tutela.

Domande frequenti

Qual è il valore storico dello Stadio Flaminio?
Lo Stadio Flaminio è considerato un'opera fondamentale dell'architettura moderna italiana, progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi, e simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960.

Cosa chiede l'Ordine degli Architetti di Roma riguardo allo stadio?
L'Ordine chiede che si coniughino tutela storica e innovazione, proponendo concorsi di architettura con giurie esperte per valutare i futuri interventi.